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La posta del lettore

Il tempo delle chat

Cara redazione,

vorrei parlarvi di una cosa che sovente mi lascia riflettere… e a dire il vero non mi succede nemmeno tanto di rado…

Mi ritrovo inserita in un gruppo whatsapp, uno di quelli dove devi esserci per forza perché possono capitare comunicazioni urgenti, al mio minimo disappunto per una richiesta considerata fuori luogo mi si risponde, da parte di persone che neppure conosco, in tono eccessivamente sarcastico, come se ci si stesse togliendo dei sassolini dalle scarpe…

Oppure a volte mi succede che tramite stesso mezzo mi si risponde con bacini e cuoricini oppure parole affettuose da parte di persone che poi,  una volta incontrate vis-a vis, neppure salutano.

Ma è solo mia l’impressione che si tratti di una comunicazione poco realistica?

Benedetta.

Cara Benedetta la sua impressione non è solo sua, ma è anche mia.

Le emoticon e le emoji

Le emoticon comprendono quel tipo di caratteri che usano i simboli della punteggiatura occidentale o orientale per esprimere una emozione.

Le emojii sono la loro forma più evoluta e sono quelle faccine a colori che esprimono sia espressioni facciali ed emozioni ma anche oggetti, concetti astratti, mestieri, attività, piante o animali.

Entrambe hanno la funzione di veicolare contenuti emotivi da un mittente all’altro nella messaggistica on line.  

Ormai entrambe fanno parte di un codice universalmente riconosciuto e sembra siano diventate indispensabili all’interno della comunicazione virtuale, delle cosiddette chat.

Le caratteristiche positive

Le chat permettono di condurre una comunicazione in tempo reale, sono istantanee, e in questo assomigliano molto alla comunicazione verbale, ma solo nei tempi.

Non lasciano molto tempo al dialogo “ragionato” come potrebbe essere, invece, per le e-mail, che rappresentano per lo più l’evoluzione della comunicazione epistolare.

Le caratteristiche negative.

Alla spontaneità fa da contraltare il disagio che, spesso, le chat provocano nell’interlocutore, l’inadeguatezza del momento spesso non viene percepita, così come l’insistenza può provocare fastidio e situazioni tali da compromettere, a volte definitivamente, la relazione esposta. Conclusioni che, magari di persona si sarebbero risolte diversamente.  

In tale quadro, le famose faccine possono aiutare o peggiorare.

Se da un lato possono smorzare i toni, trasmettere un messaggio simpatico, giocoso o affettuoso dall’altro, e non di rado, soprattutto nelle conversazioni che si intrattengono con persone poco conosciute possono sembrare spesso inadeguate in un verso o nell’altro.

E torniamo all’esperienza della nostra lettrice.

Anche io mi stupisco della facilità con cui si postano cuoricini o bacini in risposta a messaggi vari e mi stupisco del fatto che in chat sembra essere tutti amici mentre di persona a volte ci si stenta addirittura a salutarsi.

Le chat svolgendosi in un luogo virtuale, consentono di azzardare ed osare ciò che nella realtà non si riesce a dire o fare.

L’ausilio che danno alle interazioni è lodevole ma non lo è altrettanto l’abuso che se ne fa.

Whatsapp, messenger e quant’altro  dovrebbero affiancare ma non sostituire la comunicazione vis a vis. Dovrebbero essere lo strumento per lasciare un messaggio in quei momenti in cui si è impossibilitati a fare diversamente.

Quante telefonate avete voi ricevuto negli ultimi anni?

Quanti inviti avete ricevuto tramite chat addirittura dopo essere stati inseriti nel gruppo ad hoc? Tanti. E quanti inviti fatti personalmente o di persona oppure col classico, ma sempre elegantissimo, bigliettino? Forse nessuno.

La tematica è vastissima. Io, ovviamente, non mi sento di consigliare un ritorno al passato ma di optare per un approccio socratico improntato al giusto mezzo. Basta scegliere e scegliere con criterio. Ci sono circostanze in cui è meglio un messaggino, altre in cui sarebbe gradita una telefonata e ci sono circostanze in cui è doveroso intervenire in una conversazione di gruppo ed altre in cui è davvero inopportuno. Il rispetto dell’interlocutore dovrebbe fare da regia e da freno in quelle circostanze in cui si rischia di usare lo strumento virtuale per ferire, offendere o infastidire gli altri.

E voi cosa ne pensate?

Amate o odiate scrivere in chat?

Fatecelo sapere a   scrivimitu10@libero.it

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