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Varato il nuovo decreto sul Cuneo fiscale

Ieri pomeriggio, nella giornata della festa del Lavoro il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi e ha varato il nuovo decreto che contiene le tanto annunciate misure sul lavoro, a partire dal discusso taglio del cuneo fiscale, addio al reddito di cittadinanza in favore di una nuova misura, l’assegno di inclusione. Semplificazione anche per i contratti a termine.

Misure incisive consistenti nel taglio del cuneo fiscale contributivo di quattro punti aggiuntivi, a vantaggio dei lavoratori 6 mesi a partire dal primo luglio esclusa la tredicesima. Fino al 6% di riduzione per i redditi entro il 35.000€ l’anno fino al 7% per quelli compresi nei ventimila euro, con un vantaggio integralmente nelle buste paga dei lavoratori.

secondo le previsioni  l’aumento in busta sarà di circa €100 in più al mese per i redditi fino a 35.000€, e 96€, mensili per quelli fino a 25.000.
addio inoltre al reddito di cittadinanza. Dal primo gennaio arriva l’assegno di inclusione, per offrire un sostegno ai nuclei in difficoltà. A beneficiarne le famiglie con disabili minori e over 60, per un totale annuo di €6000 non meno di €480 mensili, oltre 280 euro al mese per l’affitto con un ISEE massimo di 9.360. Il beneficio ha una durata di 18 mesi, rinnovabili di altri dodici,  in caso di false dichiarazioni scatta la reclusione da due a sei anni.
Per i soggetti occupabili tra i 18 e 59 anni che non rientrano nelle categorie strabili, il beneficio di €350 mensili avrà una durata di 12 mesi e decadrà in caso di rifiuto di un’offerta di lavoro congruo a tempo indeterminato
Un giro di vite del decreto dignità sui contratti a Termini che potranno essere rinnovati più agevolmente dopo il 12 mesi fino a non più di 24 mesi. Il rinnovo è possibile per accordi previsti da contratti nazionali per esigenze tecniche produttive. Incentivi anche  per chi assume i beneficiari dell’assegno di inclusione, con un esonero contributivo fino a 8.000€ l’anno.
Vantaggi anche per le nuove assunzioni, dal primo giugno al 31 dicembre delle aziende che metteranno sotto contratto giovani con meno di 30 anni che non lavorano e non sono inseriti in corsi di formazione. 

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