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Il nostro long form: gli animali e le famiglie oggi

Da “Il caffè di Massimo Gramellini” del 13 Maggio 2023

Davvero papa Francesco pensa che l’affetto per gli animali abbia sostituito quello per i bambini? Che molti umani preferiscano sentirsi genitori di quadrupedi, ritenendoli meno impegnativi? La civiltà occidentale finirà sotto un diluvio di crocchette, tra chihuahua ben pasciuti e bambini sporadici o denutriti?

Ieri, seduto accanto alla Meloni, vestita come lui, l’omonimo del santo che chiamava gli animali fratelli ha raccontato con disgusto di avere visto una donna trasportare un cane dentro un passeggino, e di un’altra signora incontrata durante un’udienza generale. Questa seconda donna, che chiameremo Anna Sergeevna in omaggio alla protagonista del racconto di Cechov, spalancò la borsa in cui stava il suo cagnolino e chiese al Pontefice: «Lo benedice il mio bambino?». Bergoglio non solo si rifiutò di farlo, ma la sgridò: «Con tanti bambini che hanno fame, pensa al cagnolino?».

Il Papa permetterà a un genitore che è anche un animalista impenitente di sollevare qualche dubbio sulla sua equazione «più amore ai cani, meno amore ai bambini». Chi umanizza gli animali al punto di metterli dentro un passeggino per neonati è spesso una persona fragile a cui i dolori della vita hanno fatto smarrire il senso della misura. Non so se vada sgridato, ma non andrebbe brandito come strumento polemico. Il mondo è pieno di pazzi, ma anche di gente che ama sia gli animali sia i bambini.

“Mi preoccupano di più quelli che non amano gli animali, perché di solito non amano neanche i bambini”.

E voi cosa ne pensate?

Credete sia spropositato il modo di vivere il rapporto con gli animali oggi?

C’è troppa sensibilità o troppa poca in chi la pensa diversamente?

Diteci la vostra, inviateci il vostro pensiero

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