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Una Zebra a pois

Sarebbe impallidito pure il migliore Usain Bolt di fronte all’imperioso Raspadorico guizzo, uno scatto di nervi e muscoli a solcare il prato, bruciare il tempo, prestare luce al lampo, conquistare lo spazio e dare la biada a Bremer&Co.

Un’esplosione rara di potenza e controllo, scoppiata per sprigionare gioia, una deflagrazione di endorfina che ferisce la Juve assai sprecona e allevia i dolori di un Napoli ancora convalescente ma in netta ripresa, che sembra perfettamente adeguarsi alla cura Calzona.

Col balzo elegante di un ghepardo che si avventa sulla preda, quasi alla fine dei giochi, “tomahawk” Jack entra come il vento nell’area, “prende il pallone che sembrava stregato, tira senza guardare” (per dirla come De Gregori ne “La leva calcistica del 1968”) e recapita alla storia un brivido che libera dal pathos, consegnandoci una vittoria importantissima e preziosa che muove la classifica, fa morale e fa anche ben sperare per il prosieguo. Il rigore calciato contro la Juve è un esempio di ingegno partenopeo destinato ad essere copiato, la cazzimma che diventa tattica, con l’esclusivo copyright made in Naples.

E’ ancora presto per dire se la notte è definitivamente alle spalle, ma la luce in fondo al tunnel sa di un bagliore nuovo, stavolta non assomiglia a quella del treno che viene sciaguratamente incontro.

Il Presidente si lascia coinvolgere nella festosa movida da Stadio, anche lui è felice, giustamente, senza però smettere i panni di Capitan Fracassa. Pochi minuti prima dell’inizio della partita le telecamere lo hanno immortalato intento ad imprecare contro una troupe televisiva, della CBS pare, per le riprese non gradite, all’interno del tunnel che porta agli spogliatoi, ai calciatori appena arrivati al Maradona; non pago a gara finita ha poi dichiarato l’interruzione delle comunicazioni con DAZN, sembra per problemi di orario di calendario.

Dà gioia e fiducia la partita vinta contro la Juve, ma aumenta anche il rimpianto per ciò che questa stagione poteva e doveva essere se una spregiudicata saccenteria, alimentata da una imprevidente fiducia nei propri mezzi, non l’avesse macchiata di furore delirante e destinata all’indirizzo di una pruriginosa casa di appuntamenti (insomma non l’avesse mandata in vacca, per dirla breve).

Ma così è se vi pare e dunque, guardiamo fiduciosi a ciò che verrà. “Napoli è della gente” canta il nuovo coinvolgente coro sdoganato dalle curve in occasione della partita contro la Juve, ha portato bene, vederne così festosa e numerosa allo stadio rende categoricamente l’idea oltre ad essere di buon auspicio. Forza Napoli Sempre!

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