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Caso kebab in Germania: il prezzo sale e diventa un problema sociale

L’aumento del costo del kebab diventa un caso di politica sociale in Germania. Lo street food importato nel Paese dagli immigrati turchi – noto anche come Döner kebab (o kebap), a base di carne arrostita allo spiedo e condimenti, avvolti in una piadina – è al centro di un singolare dibattito, giunto fino in Parlamento. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è da settimane al centro di polemiche per l’aumento dei prezzi di cibo e affitti. La “Dönerinflation“, quindi, si inserisce in un quadro ben più ampio e complesso, che i partiti portano in aula per discutere proposte.

Kebab, è allarme Dönerinflation

I consumatori tedeschi lamentano che dal 2022 il prezzo del kebab è notevolmente lievitato, tanto da non essere più considerato uno snack rapido ed economico ma un bene di lusso. Nel giro di soli due, anni, infatti, la spesa è duplicata: da 4 a 8-10 euro a porzione.

A influire sull’aumento, secondo i ristoratori, sono i salari e i costi di luce e gas.

La proposta della sinistra

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Guardian, il business del kebab muove circa 7 miliardi di euro l’anno in Germania. Per questo, il partito di sinistra Die Linke ha sollevato la questione, arrivando a suggerire un prezzo calmierato di 4,90 euro. Per i giovani provenienti da famiglie con basso reddito il costo sarebbe addirittura inferiore: 2,90 euro. Inoltre, sarebbe stata suggerita la distribuzione di buoni pasto giornalieri.

Sulla base delle stime di döner acquistati e consumati ogni giorno dai tedeschi, il programma di sovvenzioni voluto da Die Linke costerebbe circa 4 miliardi di euro l’anno. La proposta di un “welfare del kebab” è sostenuta anche dai Verdi, che avallano l’idea di un tetto ai prezzi del piatto.

Secondo la deputata Hanna Steinmueller – rivoltasi ai colleghi in Parlamento – in quanto rappresentati degli elettori, si è obbligati a mettere in evidenza diverse prospettive e per i giovani, al momento, la questione sarebbe importante quanto il luogo in cui si trasferiranno quando lasceranno la casa dei genitori.

Tuttavia, questa manovra non sembra attuabile in un’economia di libero mercato, ha spiegato Sholz, che invece confida nel buon lavoro svolto dalla BCE nel ridurre l’inflazione.

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