TECNICA | SCIENZA | ARTE

Organo di informazione dei Periti Assicurativi

God save Sinner

Noi che siamo cresciuti all’ombra del mito di Bjorn Borg, quando faceva a fettine per cinque anni consecutivi ogni pelo d’erba di Wembley e tutti gli avversari di turno; noi che eravamo orgogliosi del paradigma di Adriano Panatta che, se in giornata, poteva battere senza problemi l’orso svedese e chiunque altro tennista al mondo; noi che un campione così non riuscivamo nemmeno ad immaginarcelo, non possiamo andare troppo per il sottile.

Wimbledon abbatte ogni reticenza sulla favola della “non italianità” di Sinner. La bazzecola che il ragazzo è Altoatesino (lettera grande), una terra nella quale la maggioranza degli abitanti sentono di appartenere al ceppo austroungarico degli eredi del Sacro Romano Impero e dove alcuni sindaci fanno fatica ad indossare il tricolore ( figurati poi cantare l’inno di Fratelli d’Italia) non ha tolto nulla all’impegno che il campione ha profuso per i colori azzurri quando, grazie al suo braccio invidiato e al resto della squadra, ci ha fatto portare a casa la Coppa Davis, forse la prima di una lunga serie.

Jannik, i genitori Siglinde e Hans Peter insieme al fratello Mark, possono essere il prototipo della classica famiglia italiana che possiamo trovare a Caltanissetta, Ariccia o sulle colline di Roccaraso con valori sani e rispetto per nemici ed avversari. Il fatto che quando, per festeggiare la conquista della grande insalatiera, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invitato al Quirinale tutta la squadra trionfante, lui abbia declinato l’invito per una forte stanchezza sopraggiunta e desiderio di riposare, non deve alimentare false voci figlie di “paranoico malelinguismo”. Con grande senso della nazione il ragazzo ha persino fatto spallucce quando gli hanno fatto notare che nella meravigliosa cornice inglese mancava una figura istituzionale italica, mentre per Alcaraz si era mosso il Re Felipe di Spagna. Jannik ha perdonato senza problemi. Tra cento anni sarà scritto che nel 2025 un tennista italiano per la prima volta ha vinto il torneo più prestigioso del mondo, lo slam che ha fatto sbavare per un secolo e mezzo il belpaese e gli appassionati voyeur italiani delle gesta di Mc Enroe, Lendl, Connors, Federer, Nadal, Pinco e Pallino.

Questo basta e avanza per zittire chiunque voglia inficiare l’impresa di colui che già ora è considerato da taluni come il più grande atleta italiano di tutti i tempi. Non sarebbe giusto privarsi di tanta classe, anche se stiamo nella nazione che non sa perdonare i successi altrui. L’eroe di Wembley è nato in Italia, tennisticamente è maturato in Toscana, gli piace il dialetto napoletano e come ogni italiano straricco corre ad abbracciare la mamma e si trasferisce al Principato di Monaco per evitare di pagare troppe tasse.

Dio salvi Jannik Sinner.

Share:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su pinterest
Pinterest
Ultime news

Articoli correlati

Napoli – Bologna le pagelle

ancora una partita di sofferenza per la squadra di Allegri e comunque riesce a fare solo all’intera posta Grazie al Gold fu l’unico tiro della