A Cicciano, l’artista campana celebra il maestro partenopeo con l’opera “L’Anima in Musica”: “Un grazie dal cuore alla sua voce universale”
La musica come rito, la pittura come voce silenziosa che vibra insieme alle note. È da questa visione che nasce “L’Anima in Musica”, l’opera firmata dalla pittrice Giovanna Lettieri e dedicata al cantautore Enzo Avitabile in occasione della sua esibizione al festival Cooking Around a Cicciano. Originaria di Roccarainola, Lettieri ha scelto di omaggiare Avitabile con un dipinto materico, realizzato con una tecnica sperimentale a rilievo, che cattura l’essenza profonda della sua musica: un suono che non si ferma alla melodia, ma si fa linguaggio, radice, identità e fratellanza.
Un dono carico di emozione
Il momento della consegna, avvenuto poco prima del concerto, ha unito simbolicamente due mondi che da sempre si sfiorano: quello della musica e quello delle arti visive.
“Ho dipinto con l’emozione – ha raccontato l’artista – Questo quadro è nato da un’esigenza interiore: dire grazie a un artista che ha reso la nostra musica voce universale, senza mai dimenticare le sue radici. Il maestro Avitabile è un esempio per chi, come me, prova a raccontare speranza, futuro e legame con la propria terra.”
Il dipinto vuole fissare sulla tela proprio questo legame profondo, trasformando in forma visiva l’energia e il significato che Avitabile ha portato nella cultura musicale italiana, tra spiritualità e impegno sociale.
Un percorso che continua
L’omaggio al festival è solo una delle tappe del percorso artistico in continua evoluzione di Lettieri. Negli ultimi anni l’artista ha unito la sua ricerca estetica a progetti collettivi, legati al territorio e al valore dell’arte come esperienza comunitaria. A Cicciano è presente anche con lo stand dell’associazione “L’Incontro” APS di Roccarainola, impegnata nella diffusione di laboratori artistici itineranti.
Il suo prossimo progetto la porterà a Napoli, con la mostra “La rinascita” presso la Basilica di Capodimonte, organizzata in collaborazione con i Cavalieri del Santo Sepolcro. Un titolo emblematico che richiama la visione che da sempre accompagna il suo lavoro: l’arte come segno di rinascita, costruzione di senso, memoria viva e presente.
L’arte come legame e condivisione
Nel cuore di un festival che unisce cucina, cultura e spettacolo, la consegna dell’opera a Enzo Avitabile ha rappresentato uno dei momenti più intensi della serata. Un piccolo rito simbolico che ha dato voce a un sentimento collettivo, in cui musica e pittura si sono intrecciate in nome delle radici, della creatività e del desiderio di restituire all’arte il suo ruolo più autentico: unire le persone.



