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Crans-Montana, la strage di Capodanno: 47 morti e 119 feriti

Accade nella notte di Capodanno, dopo il countdown e i brindisi, con un aria di leggerezza e allegria nello spirito di tutti. Nella località sciistica di Crans-Montana, Svizzera. Tra tutti i bar e i locali presenti nel comune, solo uno restava aperto fino a tardi ed era quindi considerato l’ideale per passarci il Capodanno. Un luogo esclusivo e destinato ad ospitare tutti i giovani che si trovavano in città.

Nel noto bar, Le Constellation, che può ospitare fino a 400 persone, i festeggiamenti erano iniziati da poco, si svolgevano nel seminterrato. Nel locale erano presenti circa 200 persone, tutti giovanissimi, dai 16 ai 20 anni. Mentre la fila fuori continuava a crescere. Verso circa 1:30 il soffitto, molto basso, del locale inizia a prendere fuoco. Le cause sono ancora da chiarire ma, in base alle testimonianze, il rogo è partito dalle candeline scintillanti apposte sulle bottiglie. Ora, non c’è da stranirsi, nei locali notturni di tutto il mondo funziona così: quando un tavolo ordina una bottiglia, che sia champagne o superalcolici, i camerieri portano in gruppo, a mo’ di spettacolo, l’ordine richiesto, con tanto di candeline apposte sulle bottiglie, le stesse che si mettono sulle torte di compleanno per intenderci. Si presume che il rogo sia partito perchè un cameriere sia salito sulle spalle di un altro, le candeline cosi hanno preso quota fino a toccare il soffitto e da li divampare in un grande incendio. Una mossa di routine ha causato il putiferio.

I più svelti sono subito corsi via ma, dai video si evince che la maggior parte dei ragazzi, vedendo solo poche fiamme sul soffitto, non si siano preoccupati e non siano corsi via, continuando a ballare e facendo video. Alcuni si toglieranno i maglioni per provare a spegnere l’incendio, senza riuscirci.

Quando al piano superiore è stata aperta la porta-finestra per permettere ai più pronti di allontanarsi, l’incendio ha preso il sopravvento, invadendo velocemente tutto il seminterrato e il piano superiore. Il fumo e le urla strazianti hanno fatto accorrere tante persone sul posto che si sono subito mobilitate per aiutare i ragazzi, oramai accalcati sull’unica porta d’uscita. Tra i più coraggiosi, c’è un uomo italiano, Paolo Campolo, uno dei primi a prestare soccorso, che ha subito rotto una porta finestra e ha portato fuori 10 ragazzi. Ora è ricoverato all’ospedale di Sion.
E’ stato immediatamente adibito un ospedale da campo fuori al locale, dal quale sono partiti molti elicotteri per smistare i ragazzi presso vari ospedali, sia svizzeri che italiani.

Dal bilancio diffuso almeno 47 morti e circa 119 i feriti, molti dei quali in condizioni critiche. I ragazzi erano di nazionalità diverse: ” 71 svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, 4 serbi, 1 bosniaco, 1 belga, 1 lussemburghese, 1 polacco, 1 portoghese. Per 14 la nazionalità per ora non è conosciuta. Le cifre sono provvisorie” ha rilevato durante la conferenza stampa odierna il comandante della polizia cantonale.

La scena descritta dai presenti è indescrivibile. Ragazzi ovunque, stesi a terra o collassati. Nudi o con vestiti bruciati e attaccati addosso. Volti irriconoscibili e senza capelli. I più “fortunati”, usciti subito dal locale, se la sono “cavata” con ustioni sul 30/40% del corpo.

La maggior parte delle vittime è irriconoscibile. I morti sono carbonizzati, privi di effetti personali. I feriti più gravi sono totalmente ustionati, privi di segni di riconoscimento e non coscienti, in coma farmacologico. Il bilancio delle vittime è destinato a salire. Le autorità informano che ci sono oltre 30 persone a lavoro per identificare i ragazzi, ma che ci vorranno giorni se non settimane visto che nella maggior parte dei casi è necessario procedere con dei test del DNA. Nel frattempo gli appelli disperati dei genitori, i cui figli sono dispersi. Madri e padri disperati, al tragico bivio: morto o in ospedale in condizione talmente critiche da essere sfigurato e non cosciente.

La tragedia ha coinvolto anche giovani italiani. Secondo la Farnesina 1 morto, 13 ricoverati, 6 dispersi. Ma i bilanci sono provvisori.

Oggi è stata identificata la prima vittima Italiana, Emanuele Galeppini. Un 16enne, nato a Genova ma residente a Dubai, era una promessa del golf. Emanuele risultava essere uno dei dispersi prima della drammatica conferma. La famiglia però non perde le speranze. «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del DNA», spiega lo zio.

Tra i ragazzi italiani ricoverati, alcuni sono stati trasferiti al Niguarda di Milano, mentre altri sono troppo gravi per essere trasferiti e sono ancora in Svizzera, tra gli ospedali di Berna e Zurigo.

Tra i feriti ricoverati in ospedale ci sono 5 ragazzi ancora non identificat\sono ricoverati in ospedale. Le speranze dei genitori si aggrappano tutte su questi ragazzi sconosciuti.

Unica nota positiva riguarda i 3 ragazzi ricoverati a Milano: due 16enni e una 29enne. Oggi un ragazzo è stato operato, riportava ustioni su braccia schiena e capo, i medici hanno ricostruito solo le braccia a sono fiduciosi. Alla ragazza invece è stato ripristinato il flusso sanguigno alla mano. Ovviamente ci vorranno tante altre operazioni per questi poveri malcapitati, ma le previsioni sono buone. Il terzo ragazzo, non è ritenuto in condizioni critiche, si cercherà di evitare l intervento.

Seguiranno aggiornamenti.

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