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Un caffè con Lorenzo Crea

Dalla direzione di una testata quando era ancora giovanissimo alla consacrazione come uno dei comunicatori e organizzatore di eventi più influenti di Napoli. Seduto ai tavolini dello storico Caffè Gambrinus, Lorenzo Crea si racconta tra passato, presente e le sfide del futuro, dal successo del Premio Donne per Napoli all’imminente partenza per il Festival di Sanremo.

NAPOLI – C’è chi brucia le tappe e chi, come Lorenzo Crea, le trasforma in un percorso di crescita costante. Giornalista, direttore già giovanissimo e oggi punto di riferimento nell’organizzazione di grandi eventi, Crea è un uomo che mastica comunicazione da sempre. Ma dietro il professionista affermato, c’è un legame indissolubile con le proprie radici e, soprattutto, con una figura materna la cui eredità oggi brilla attraverso il suo progetto più caro: il Premio Donne per Napoli.

La luce di una madre e la forza delle donne

Nato nel 2017 dalla collaborazione con il Presidente di Carpisa, Raffaele Carlino, il premio è passato in pochi anni da eccellenza locale a riconoscimento di respiro nazionale. “Spesso preferisco definirla luca piuttosto che ombra, quella di mia madre”, precisa Crea durante la chiacchierata. “Lei mi ha insegnato il valore delle istituzioni, a cui abbiamo dedicato una sezione del premio che ha visto protagoniste figure come Maria Elisabetta Casellati, Maria Elena Boschi e Mara Carfagna”.
Il successo del premio non è però solo una questione di nomi altisonanti, ma di ricerca e lungimiranza. Crea e il suo team hanno dimostrato una straordinaria capacità di fare scouting: nel 2023 premiarono Eugenia Carfora, la coraggiosa preside di Caivano oggi celebrata dalla seguitissima serie TV, La Preside; hanno puntato su giovani talenti come Ludovica Nasti e Samira Lui prima ancora che diventassero volti notissimi al grande pubblico. “Le donne non sono solo soggetti da proteggere, sono la parte più dinamica della società. Il mio compito è stimolare e valorizzare questo potenziale ogni giorno”.

Verso Sanremo 2026: tra veterani e nuove sfide

Mentre Napoli si gode i suoi successi, l’agenda di Lorenzo Crea punta dritta verso la Riviera Ligure. Per il Festival di Sanremo 2026, il giornalista si prepara a una nuova maratona televisiva, portando avanti una produzione che serve ben otto emittenti diverse.
Nonostante l’esperienza quindicennale, Crea non dimentica chi ha creduto in lui: “Lavoro ancora con Alfredo Mariani. Credo che la riconoscenza sia fondamentale in questo mestiere. Portiamo il Festival nelle case della gente, raccontando quegli aspetti quotidiani che la kermesse serale non mostra”.
E alla domanda sugli aspetti più controversi della “giostra” sanremese, la risposta è chiara: “L’umanità che gravita intorno all’Ariston è affascinante, ma a volte manca il rispetto per chi lavora. Chiedo a manager e uffici stampa più tolleranza: siamo tutti lì per portare a casa un risultato, ognuno con la propria dignità”.

Il sogno del palco e il futuro della conduzione

L’intervista non può che chiudersi con un accenno al toto-nomi per la conduzione. Se per Crea presentare il Festival resta “il sogno di una vita”, lo sguardo sul futuro è realista e fiducioso: “Credo che Stefano De Martino, a cui auguro il meglio, sarà il prossimo conduttore del Festival e, se toccherà a lui, farà sicuramente un ottimo lavoro. Anche Carlo Conti ha dimostrato grande professionalità nel raccogliere l’eredità di Amadeus. Chiunque arrivi alla direzione troverà una macchina complessa ma straordinaria”.
In attesa del sipario dell’Ariston, Lorenzo Crea continua a tessere la sua rete di bellezza e merito, partendo da Napoli e guardando al resto d’Italia.

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