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L’ARTE DELLA RESILIENZA

“Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati”, lo ha scritto Ernest Hemingway in “Addio alle armi”.

Chi volesse riflettere sull’umana capacità di sviluppare resilienza e forza interiore attraverso le sofferenze e le fragilità, rinunciando alla lettura di Hemingway, può spendere un po’ di tempo guardando le partite del Napoli. Ogni scatto è un flessore a rischio, ogni contrasto di gioco un’ incognita per tendini e cartilagini. Gli infortuni, democratici o meno, non sono più un limite ma una prova. E’ un Napoli che adotta ormai la resilienza come fatto etico, l’ha trasformata in un atto creativo, rivoluzionario, ha elevato il senso della vittoria tramutandola nella forza di negare all’avversario la soddisfazione di vederlo arreso.

A guidarlo in panchina c’è un condottiero maestro del Kintsugi, antichissima arte giapponese che consiste nel riparare ceramiche rotte con lacca urushi (dal nome della pianta omonima dalla quale viene estratta la sostanza) e polvere d’oro. Invece di nascondere le crepe, il Maestro Kintsugi le evidenzia, trasformando l’oggetto rotto in un pezzo unico e più prezioso, elogiando la resilienza e la bellezza dell’imperfezione. Non è solo un restauro, ma una filosofia che insegna ad accogliere le ferite e le rotture come parte della storia e del vissuto di oggetti o persone, rendendole più forti e belle, non meno preziose. La partita col Como ha presentato altre defezioni illustri, con McT e Buongiorno che si sono aggiunti alla già folta schiera di indisponibili. Il Napoli non è riuscito a sfrondare quel ramo del lago che già volgeva deciso a mezzogiorno, un rosso tanto evidente quanto ostile ed una lotteria con numeri beffardi, lo hanno eliminato dalla Coppa Italia non ne hanno certo scalfito l’onore! Nelle dichiarazioni post partita il Maestro Kintsugi non ci è andato leggero, lui che le crepe sa come ripararle sa molto bene anche come provocarle.

Se davvero il Napoli vuole davvero crescere dovrebbe far si che le ferite che quelle crepe generano, si trasformassero in feritoie, è dalle feritoie che entra il sole!

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