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Italia, continuano i rincari su disel e benzina: di quanto sono aumentati i prezzi e rischio speculazione

prezzi dei carburanti continuano a salire senza sosta, spinti dall’aumento del costo del petrolio causato dal conflitto in Iran e dalla conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz. Questa tensione ha portato la benzina oltre 1,80 € al litro, mentre il diesel ha superato i 2 €.

In Italia, le città protagoniste di questi aumenti sono 4: Milano, Torino, Roma e Napoli.

Le tensioni diventano rincari. Secondo i dati dell’Osservatorio Prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel lasso di tempo tra il 25 febbraio e il 5 marzo — rispettivamente prima e durante l’attacco all’Iran — i prezzi sono aumentati fino al 5,9%.

  • Per la Benzina è Milano la città con il rialzo maggiore (+4,1%) seguita da Roma (+3,9%)Napoli (+3,3%) e Torino (+3,1%);
  • Per il Diesel è Roma la città con i rialzi maggiori (+5,9%), seguita da Milano (+5,5%)Napoli (+5,2%) e Torino (+4,9%).

Ad incalzare è anche la questione della speculazione. Diverse analisi di mercato indicano che l’aumento dei carburanti è stato troppo rapido e marcato. Il prezzo medio del diesel in Italia è passato da circa 1,59 euro al litro a quasi 2 euro. In 8 giorni il rincaro è stato di 41 centesimi, pari a un aumento del 25,8%.

Secondo le stime del Centro studi di Unimpresa, l’aumento “normale” sarebbe dovuto assestarsi sui 19-20 centesimi al litro. Ciò significa che una parte del rincaro pagato dagli automobilisti non deriva dal petrolio ma da dinamiche di mercato. Un’anomalia che ha spinto il governo ad avviare controlli sulla distribuzione e ha riaperto il dibattito sui margini del settore energetico.

A tal proposito Matteo Salvini ha convocato le aziende petrolifere per mercoledì prossimo. Il ministro “si è confrontato a lungo con i tecnici del ministero e del settore e ha posto l’accento sulla speculazione in atto a danno di cittadini e trasportatori, derivante da aumenti ingiustificati del prezzo della benzina e del gasolio”, si legge in una nota del ministero.

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