Venerus è tornato sui palchi con “Speriamo – Il Tour 2026”. Tra le principali città in cui si è esibito, ieri era al Duel Club di Napoli.
In un contesto musicale come quello odierno, non capita spesso di imbattersi in artisti che cantano le emozioni in modo genuino, concentrandosi sull’istintività di questi sentimenti. In Venerus abbiamo esattamente questo. Il tutto è accompagnato da beat musicali che riescono a unire generi molto diversi, come il pop psichedelico, l’urban e il rap.
È una forzatura voler rinchiudere un artista a tutto tondo come lui in un unico stile, ed è proprio questo il suo punto di forza. Ogni canzone è diversa, ogni ritmo è nuovo, ogni parola sembra seguire un flusso.
In un panorama musicale spesso omologato, Venerus si distingue per un approccio istintivo ed emotivo alla scrittura. La sua musica unisce mondi musicali del tutto diversi tra loro. Una libertà espressiva che non si vede spesso.
Venerus, milanese classe ’92, dopo gli anni di studio a Londra, torna in Italia per avviare il suo progetto solista. Cantautore, polistrumentista e produttore, si impone rapidamente nella scena con i primi EP, fino all’esordio discografico con “Magica Musica” nel 2021. Un disco che fonde R&B, jazz e cantautorato in un’estetica delicata, morbida e sospesa. Una musica che sembra fatta per galleggiare, per condurti ovunque. Un disco che fa semplicemente venire i brividi.
Un talento e una poliedricità confermati con il suo ultimo disco “Speriamo” nel 2025, un progetto che segna un’evoluzione artistica. Testi più personali ed emotivi ma meno astratti. Suoni più essenziali, senza perdere l’identità elettronica e soul che lo contraddistingue.
Il LIVE
Ieri Venerus si è esibito al Duel Club di Napoli. Un live nel vero senso della parola: musica dal vivo, una band strepitosa, voci autentiche. Un’esibizione che è stata un abbraccio, una coccola per i presenti.
Il set ha alternato momenti più intimi, con Venerus da solo al pianoforte accompagnato da grafiche essenziali, quasi nostalgiche, a passaggi più energici insieme alla sua band. Un gruppo composto da talenti: Daniele Branzini e Filippo Cimatti alla chitarra, Danilo Mazzone alle tastiere, Davide Savarese alla batteria, Andrea Colicchia al basso e Raffaella Nicolazzo ai cori.
L’elemento centrale della performance è stato il concetto di musica suonata dal vivo. L’artista ha sottolineato più volte come ogni suono fosse prodotto sul momento, invitando il pubblico a comporre con loro il ritmo. Suoni all’unisono di chitarre, basso, batteria, tastiere, voci, mani che applaudivano e piedi che battevano a ritmo sul pavimento.
Ciò che mi ha stupito di più di questo live è stata proprio la musica: una musica nata solo da strumenti e dalla bravura della band, con tocchi di musica elettronica, in armonia con suoni naturali creati da strumenti musicali insoliti e appartenenti a culture diverse dalla nostra.
Può sembrare scontato, ma non lo è. Venerus ha messo al centro delle sue performance ciò che alcuni artisti dimenticano: una musicalità autentica e riconoscibile.
Un concerto intimo ma coinvolgente, capace di unire diverse generazioni di pubblico in un’unica atmosfera condivisa.
In poche parole: Venerus e la sua band hanno semplicemente spaccato.
Venerus live al Duel Club, Napoli. Photo credit: Noemi Musella/ PassNews



