Quando le vacanze iniziano ad essere a rischio, il popolo si accorge che forse ciò che accade dall’altra parte del mare è reale e riguarda tutti. Si parla molto negli ultimi tempi di crisi del cherosene: prezzi dei voli sono in aumento e partenze a rischio.
Nella giornata di oggi, la compagnia aerea Lufthansa ha cancellato 20 mila voli, che sarebbero dovuti decollare tra maggio e ottobre. Il tutto per ridurre i costi del cherosene, il cui prezzo è più che raddoppiato a causa del conflitto in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz.
“In totale, 20 mila voli a corto raggio saranno rimossi dal programma fino a ottobre, equivalenti a circa 40 mila tonnellate metriche di carburante per aerei, il cui prezzo è raddoppiato dall’inizio del conflitto con l’Iran”, si legge nella nota ufficiale di Lufthansa .
Ciò che ha effettuato la principale compagnia aerea tedesca è una delle più significative operazioni di riduzione, in un momento in cui decine di altre compagnie stanno limando la loro programmazione.
In questi giorni è arrivato anche il chiarimento sui rimborsi da parte dell’UE. Per la Commissione Europea, la concreta carenza carburante può essere considerata una circostanza straordinaria, in grado di esonerare i vettori dal pagamento dell’indennizzo previsto dalla normativa europea.
In altre parole, se un volo non parte per carenza di carburante, il passeggero ha diritto alla riprotezione su un altro collegamento o al rimborso del solo biglietto, non avrà diritto alla compensazione economica prevista solitamente dalla normativa europea.



