Le forze dell’ordine di sette paesi, con il sostegno di Europol, hanno arrestato 57 persone con l’accusa di aver messo in piedi una rete online di uomini che pianificavano stupri ai danni delle proprie mogli e compagne, somministrando loro droghe da stupro.
Purtroppo non è la prima volta che ciò accade. Dopo il caso di Gisèle Pelicot, la 75enne francese che, dal 2011 al 2020, è stata ripetutamente sedata con un farmaco ansiolitico dal marito, il quale si sarebbe accordato con altri uomini conosciuti online, consentendo loro di stuprarla e filmando tutto.
L’uomo faceva parte di una chat privata sul sito Coco.gg, nella quale si discuteva di come avere rapporti sessuali con le proprie compagne senza che queste se ne rendessero conto, mediante l’uso di droghe da stupro. Nelle chat, Pelicot invitava a casa propria altri uomini per abusare della moglie e successivamente guardava con loro i video delle violenze.
In una chiavetta USB, di proprietà di Pelicot, fu trovata una cartella chiamata “ABUSI”, contenente oltre 20.000 immagini e video di violenze sessuali commesse sulla moglie priva di coscienza. I file erano stati catalogati con la data, il nome del complice e la natura dell’abuso, consentendo così agli inquirenti di individuare 72 diversi uomini che hanno commesso complessivamente 92 violenze sulla moglie di Pelicot tra il luglio 2011 e l’ottobre 2020. Dopo due anni di indagini, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità di 50 stupratori, di età compresa tra i 21 e i 74 anni.
Dopo questo scioccante caso è stato avviato il Progetto Medusa, un’iniziativa volta a contrastare e smantellare le reti online che facilitano gli abusi sessuali. Il progetto è guidato dalle forze dell’ordine di Germania e Regno Unito, con la partecipazione di Brasile, Canada, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti ed Europol.
L’indagine Medusa ha già portato all’apertura di 274 indagini. L’operazione ha fatto emergere numerose reti online in cui, attraverso chat e forum, uomini normalizzano gli abusi sessuali e facilitano il traffico illegale di droghe da stupro.
Gli stupri vengono pianificati nei minimi dettagli, con l’aiuto e i consigli degli altri membri della rete e con la successiva condivisione del materiale online. Questi soggetti sono e saranno perseguiti non solo per i reati di stupro e violenza sessuale, ma anche per lesioni personali gravi e tentato omicidio.
Il progetto si basa sulla consapevolezza che le comunità online svolgono un ruolo significativo nel favorire e normalizzare gli abusi sessuali sulle donne, poiché tali reati vengono organizzati e agevolati attraverso piattaforme internet. Dimostra che questi crimini non sono episodi isolati.
L’Italia non è immune da questi fenomeni. Solo un anno fa, nell’estate del 2025, scoppiò lo scandalo del gruppo Facebook “Mia Moglie”, nel quale uomini condividevano foto intime di mogli, figlie, amiche e altre donne senza il loro consenso, spesso mentre dormivano. Un gruppo interamente italiano che, dal 2019 al 2025, contava oltre 31 mila iscritti.
Eppure le autorità italiane non partecipano al Progetto Medusa…



