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Pane e Pallone – Napoli 11 vittorie consecutive!

Per chi non lo sapesse 11 è un numero magico, i tifosi del Napoli però adesso ne sono consapevoli.

Nell’esoterismo è considerato il “primo numero maestro”, essendo il primo numero di una decade numerica nuova (10+1).

In generale sta a significare un forte cambiamento a fronte di una grande forza e nei tarocchi l’arcano maggiore numero 11 corrisponde infatti alla “Forza“.

senza voler trascendere in argomenti blasfemi, ci soffermiamo sul concetto di “forza ” espresso dai calciatori del Napoli .

Gli azzurri contro l’Udinese hanno concluso l’anno solare con un ruolino che è stato davvero un atto di imperio.

Prima nel campionato italiano con 41 punti in classifica.

Seconde staccata di 11 punti almeno all’attualità, in attesa delle gare che completeranno il turno.

Prima nel girone di Champions League, davanti a squadroni come Liverpool e Ajax, annichilite negli scontri diretti.

Victor Osimhen capocannoniere con 9 realizzazioni.

Unica squadra Imbattuta in serie A.

questi dunque i numeri impietosi, che se da un lato dimostrano senza tema di smentita la superiorità degli uomini di Spalletti, da un altro conclamano un dominio senza eguali.

Ad onor del vero ci sarebbe da raccontare ancora altro, una assai poco onorevole in-consapevolezza delle inseguitrici, i cui rappresentanti di volta in volta riferiscono, “se non fosse stato per quella assenza…”, “se avessimo avuto più fortuna… ” se…

Dei se sono piene le fosse, ma l’ostinazione con cui stucchevolmente vengono riproposte queste pseudo-giustificazioni sono diventate un refrain che fa sorridere.

Eppure queste vittorie raggiunte coniugando il bel gioco, con uno strapotere tattico, dovrebbero essere motivo di orgoglio per tutto il movimento pallonaro italico, considerato che abbiamo esportato addirittura all’estero un modello vincente.

Niente. Il gretto e il meschino vincono (al momento) 1-0 su classe e signorilità, non disperiamo però su un sorpasso.

In tempi passati era uso tributare l’onore delle armi al migliore, purtroppo tale costume sembra essere andato in disuso, a scapito della cavalleria.

La mente va ad un famosa gara del 1 maggio 1988, NapoliMilan, di Maradoniana memoria, nella quale il diavolo si impose al San Paolo strappando lo scudetto ai partenopei e i tifosi di fede azzurra, seppur addolorati, a fine gara applaudirono a scena aperta il fiero avversario. Altri tempi!

Cosa ci insegna tutto questo? In un paese dove il calcio influisce non solo sull’umore, ma sembra abbia dei risvolti addirittura politici ed economici, potrebbe essere lo specchio dell’identità di una nazione? Oppure nulla. Non è desiderio infatti di chi scrive fare la morale, o peggio ancora scadere nella demagogia.

Allora? Beh consiglierei un godiamoci lo spettacolo signori e per le prossime gare, seppur a partire dal 2023, indossiamo lo, smoking come si fa quando si va ad una prima a teatro.

Siamo napoletani please!

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