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Noi e Gli Alberi: Una Storia Millenaria da Salvaguardare

Il 21 novembre si celebra in Italia la Giornata Mondiale degli Alberi, istituita nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente: una giornata celebrativa ma anche un grido d’allarme contro la deforestazione e le conseguenze catastrofiche sull’uomo.


Noi e gli alberi: un’alleanza necessaria, vitale, ma ancora tanti non ne conoscono l’importanza, così come tanti sono restii ad accettare che le piante posseggono una loro intelligenza, una forma di cervello pensante, capacità cognitive.

Il botanico accademico e saggista, direttore del Laboratorio Internazionale di neurobiologia vegetale Stefano Mancuso, fa parte di coloro che dal 1990 invece hanno cominciato a comprendere e osservare le capacità “sociali” delle piante, nonché una stupefacente forma di intelligenza che ha permesso loro di adattarsi agli ambienti terrestri d’ogni genere, di resistere agli assalti di erbivori o agli insetti, mostrando addirittura la capacità di risolvere problemi legati alla sopravvivenza. Tuttavia, non riusciranno a far fronte al loro peggior nemico: l’uomo.

Ho ascoltato di recente Stefano Mancuso, in occasione della Fiera del Libro di Iglesias 2022, e ci ha prospettato un futuro allarmante: «Abbiamo tagliato dall’Ottocento a oggi duemila miliardi di alberi e con essi abbiamo estinto molte specie animali. Il 18% delle terre al mondo fra cinquant’anni avrà un clima insopportabile e due miliardi di persone si troveranno in gravissime difficoltà» . Come limitare questi effetti devastanti? Piantando alberi e cominciando fin da subito, ci dice Mancuso trasmettendo in tutti noi quella che lui stesso chiama “l’ecoansia”.


La nostra storia, la nostra sopravvivenza, il nostro futuro, sono sempre stati e sono dunque nelle mani degli alberi e della dignità che noi “esseri superiori” restituiremo loro, riconoscendone l’importanza per la nostra stessa vita. E superando lo scoglio della nostra crescente superficialità.


“Tra i rami dei grandi alberi mi sono arrampicato per guardare il cielo… con la loro frutta mi sono sfamato, con il loro legno mi sono riscaldato: a loro devo la mia vita”, scrisse il grande Mario Rigoni Stern, e non c’è nulla di più vero.

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