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La crescita del PIL rallenta, colpa della guerra colpa  e dei tassi di interesse

Calo della crescita in Italia, nel secondo trimestre di quest’anno,

 il PIL è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente quando era cresciuto nello 0,6.

La diminuzione del Pil è dovuta alla flessione internazionale dell’Industria e  al rialzo dei tassi di interesse  la fase prolungata di inflazione sembra riconducibile all’invasione russa in Ucraina e alla guerra che dura ormai da 17 mesi.

Secondo il ministro dell’economia il dato negativo sul PIL italiano nel secondo trimestre non influisce sulla previsione annua, formulata nel documento di Economia e Finanza che è pari all’1%, questo obiettivo di crescita secondo Giorgetti è ancora pienamente alla portata, si continuerà a perseguirlo con una politica economica improntata alla prudenza di bilancio.

Il governo è impegnato ad attuare gli investimenti pubblici e quelli del Piano Nazionale di ripresa per sostenere la crescita e favorire la discesa dell’inflazione. Naturalmente il problema dell’inflazione dei tassi di interesse, non è soltanto un problema italiano come confermato dalle borse e i mercati  internazionali, Tokyo è rialzo dello 0,67 mentre Hong Kong fa la corsa del Gambero, prima partendo molto bene per poi diminuire con il segnale negativo, a Wall Street l’indice Down Jones ha chiuso con un rialzo dello 0,28 bene anche il Nasdaq. 

In Europa sempre ieri sera Positiva la borsa di Milano, l’euro viene scambiato a 1,09 dollari il petrolio al mercato in leggero rialzo 81,80 dollari.

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