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Il Napoli, una chat e l’Ingegnere

Il legame parentale acquisisce al Sud un senso quasi liturgico, non sò se sia per questo che a Napoli il cugino stretto lo chiamiamo “fratemo cugino”.

Ne ho molti di cugini e ad alcuni di loro in particolare, mi legano spensierate e belle parentesi di infanzia e di adolescenza, oltre ad una certa comunanza di pensiero, per la qualcosa, più che “fratemo cugino” taluni li considero come “cugino fratemo”.

Lo è pure l’Ingegnere, o meglio “’o ‘ngegnere”, così detto per via della relativa laurea conseguita svariato tempo fa (pur non essendo, va detto, l’unico ingegnere tra i cugini).

Fà un doppio mestiere l’Ingegnere, il tifoso del Napoli praticante e l’imprenditore e ha pure un nome, si chiama G. e G. sta per Giustino. Con vari cugini fratelli condividiamo una chat, sulla quale quotidianamente ci confrontiamo sulla nostra più grande “malatìa” (definirla passione è riduttivo): il Napoli.

Riconosco all’Ingegnere una competenza tecnico tattica sicuramente superiore alla mia e direi anche a quella degli altri chattaroli; i suoi commenti post partita sono roba seria, di prim’ordine, se Bacconi li leggesse penso gli pagherebbe il copyright.

Succede che dopo la sconfitta di Madrid in Champions, Eduardo, uno dei cugini fratemo della chat, manda un whatsapp con scritto “… e comunque OTTIMO Napoli”. Ora io facevo appena notare che se pigli 4 palloni, di cui 2 nell’ultimo quarto d’ora, pur avendo non sfigurato per 70 minuti, forse “OTTIMO” non era l’aggettivo giusto.

Ne è uscito fuori un panegirico esagerato, con Giggino (il fratello de “’o ‘ngegnere”) che ‘nzurfava a furnacella. Sardonico il giorno dopo se ne esce l’Ingegnere che tagliando corto fa: “Guagliù nun perdimmo tiempo, difendiamo poco e male, a sinistra ma pure a destra. Frankuccio ha fatto gol ok, ma con il fisico che ha, dovrebbe essere un’impresa solo spostarlo, invece non contrasta, quando sbaglia lato arranca e non recupera.

Kvara voleva dimostrare di meritare la maglia blanca, era nervoso e si è incartato. Politano quando difende è costantemente fuori posizione, saltato sempre perché o è troppo avanti o troppo indietro.

Morale della favola: a buttarla dentro non abbiamo grossi problemi ma la fase difensiva fa letteralmente piangere, se attaccati con criterio, ci fanno sempre male. E i trofei si vincono con la difesa.

” Seguiva poi la chiosa “Caro Mr. Mazzarri è il caso che questa squadra, soprattutto quando deve misurarsi la palla, giochi con la difesa a 3 ovvero a 5 come tu hai sempre fatto. Oggi il centrale più forte è di gran lunga Ostigard; tenerlo fuori è da suicidio. Domenica sera contro l’Inter schiererei: Meret, Di Lorenzo, Rahmani, Ostigard, Natan, Zanoli, Cajuste, Lobotka, Zielinski, Kvara, Oshimen.”

Credo io che Mr. Mazzarri sia un antidoto appropriatissimo (non è che ce ne fossero poi tanti altri per la verità), contro la saga allucinante di errori commessi dalla SSCN dal 4 maggio in poi; l’unica scelta sensata, dopo aver sbagliato tutto, compreso l’impossibile. Immagino che la formazione che domenica sera affronterà l’Ambrosiana, il Mr. la svelerà solo poco prima della partita e vedremo se starà a sentire l’Ingegnere oppure no.

“Né ma avete sentito che sta succedendo a Bari? La piazza, mugugna malamente”. E’ sempre “’o ‘ngegnere”, che si riferiva stavolta ai malumori dei tifosi del Bari per la partita persa in casa contro il Venezia e al conseguente battibecco poco elegante che ne sarebbe scaturito in tribuna tra un tifoso ed il loro Presidente.

In particolare l’Ingegnere inviava in chat alcuni commenti di tifosi del Bari, pubblicati su un blog locale, i quali, amareggiati per l’andazzo ed il trattamento loro riservato, invocavano in un coro polifono “fuori i napoletani da Bari”.

Si sa che l’umore della piazza, qualunque essa sia, è sempre caldo, specie quando le cose vanno male e ti tirano pure le pietre, perciò quasi ignorai il messaggio. Incalzava però “’o ‘ngegnere” poco dopo, rimarcando che la Società Sportiva Calcio Bari “di napoletano non tiene proprio niente”, alludendo al fatto che la proprietà del Bari con Napoli non ha nulla a che vedere tranne, diceva, che per il modello di business “…. perché se è vero che manco il Comune di Bari riceve l’affitto dello Stadio e devono fare le botte coi piedi per apparare una squadra che possa competere per il vertice della classifica, l’unica cosa che al Bari sà di Napoli è il modello di business esportato di sana pianta”.

Facevo notare che allora a Bari avrebbero dovuto essere tranquilli più che preoccupati perché comunque il modello di business targato Napoli e secondo “’o ‘ngegnere” esportato tal quale, prevede pure conti in ordine e bilanci a posto. Non l’avessi mai detto!! “Questa storia dei conti in ordine e dei bilanci a posto è una fesseria” sbottò malamente “’o ‘ngegnere” che poi continuava “Chiudere un bilancio in perdita o in attivo, significa in entrambi i casi avere i conti in ordine. Anzi, le imprese che crescono sono quelle che fanno debito. Tecnicamente gli investimenti sono debito. Chi decide di fare il Viola Park chiuderà in rosso per raggiungere pareggio ed attivo nel tempo.

In una società di calcio, il risultato sportivo è il target! Infatti, sono le vittorie che aumentano il valore del marchio, il merchandising, i diritti tv ecc ecc. Quindi, se ci si indebita lo si fa per vincere o per mantenere il valore di mercato del club oppure per far crescere lo stesso valore, sapendo che se si rivende la società si guadagnerà. Tu Totò confondi la gestione col fare impresa che è tutta n’ata cosa!! Una società con i conti in ordine come dici tu, ma senza un progetto industriale, ha come obiettivo prioritario quello di portare valore agli azionisti non di centrare il target.

Noi domenica sera giochiamo con l’Inter, se all’Inter, senza fare carte false, avessero deciso di indebitarsi per vincere la Champions e gli scudetti, rientrando e guadagnandoci, saremmo di fronte ad una società che ha raggiunto il suo obiettivo, sarebbero contenti i tifosi e pure la proprietà che se purtasse a casa , ‘na cosa ‘e sorde!”.

Qualche giorno fa, in occasione dell’anniversario relativo al suo “cambio di residenza” ricordavamo D10S (https://www.passnews.it/2023/11/26/tahts-amore/) e pensavo che oltre a ciò che ha rappresentato e che è, Diego è anche tutto quello che ci saremmo persi se a “comandare” all’epoca fosse stata la sola logica dei conti e dei bilanci, al Napoli non lo avremmo mai avuto.

L’Ingegnere vi ho detto chi è, il nome della chat mò pure ve lo dico, è “liberateci dal maligno”, chi è (in senso ironico e bonario of course) il “maligno “però, non ve lo dico.

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