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L’alba rossa di Carlos Sainz: un matador sul tetto della Formula 1

<<Ma ora sono El Matador […], non ho più problemi quando sono El Matador>> con questa frase inizia il ritornello della canzone El Matador di Dylan Nicolas Potenza, in arte Elmatadormc7.

In questa domenica di Formula 1, che ha visto dominare la Ferrari in lungo e largo per tutto il week-end di gara, questo refrain spiega alla perfezione la prestazione di Carlos Sainz.

Il pilota spagnolo tornava da un’operazione all’appendice, avvenuta 16 giorni fa, e le aspettative su una sua possibile vittoria in Australia erano bassissime, ma con un moto d’orgoglio degno, per l’appunto, del miglior matador, che è anche il suo soprannome (i segni del destino), Sainz jr. è riuscito a trionfare mostrando, oltretutto, un attaccamento alla scuderia, che l’anno prossimo lo sostituirà con il 7 volte campione del mondo Lewis Hamilton, da vero professionista. Infatti, lo spagnolo ha chiesto, verso la fine dell’ultimo giro del GP, di far avvicinare il compagno Charles Leclerc per poter concludere in parata la gara e regalare una foto al team di Maranello come quella di Indianapolis 2002 che, in quell’occasione, vedeva Michael Schumacher e Rubens Barrichello concludere la corsa affiancati.

Così come Dylan Potenza quando diventa El Matador non ha “più problemi”, così anche il grandissimo Sainz oggi non ha avuto problemi ed ha dipinto l’alba italiana, oltre che del rosso ferrari, del rosso-oro della Rojigualda, la bandiara spagnola.

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