TECNICA | SCIENZA | ARTE

Organo di informazione dei Periti Assicurativi

In vino veritas

A volerla mettere in musica, la strachiacchierata vicenda accaduta tra Acerbi e Juan Jesus potrebbe rientrare tra le tracce del terzo long-playing registrato in studio da Pino Daniele.

Il disco è del 1980 ed è ritenuto dalla critica l’album della sua maturazione artistica, di sicuro è quello che ha definitivamente consacrato Pino al grande pubblico, si intitola, manco a dirlo, “Nero a metà” (da notare che “Nero” è rigorosamente senza la g, era così già nel 1980).

La sentenza del giudice sportivo che assolve Acerbi, in buona sostanza per mancanza di prove, appare come il titolo del disco, una sentenza a metà. Va detto subito, per sgombrare il campo da equivoci, che in assenza di prove, assolvere non è solo giusto, è assolutamente sacrosanto! Un principio generale del nostro ordinamento penale, ma che trova applicazione in questo caso anche nell’ordinamento sportivo, è “in dubio pro reo”. La sua previsione è contenuta nell’art. 527 del codice di procedura penale, la “ratio” ossia la logica è che l’interesse alla tutela dell’innocente, primeggia sull’interesse alla condanna del reo per cui, se nell’emettere una sentenza vi è qualche incertezza su determinate questioni o posizioni, prevale l’opinione più favorevole all’imputato.

D’altronde non si può chiedere ad una sentenza di fare luce su un fatto ambiguo, di stabilire a tutti i costi la verità; sciogliere i dubbi, gli enigmi compete al procedimento non alla sentenza che il processo invece lo chiude proprio sulla base delle risultanze emerse nel corso dello stesso.

E’ proprio per questo, malgrado l’applicazione del previsto principio del favor rei, che la decisione del giudice sportivo appare come una sentenza a metà. Il fatto che manchino le prove, non vuole necessariamente dire che le prove non vi fossero, ci sarebbe da chiedersi con quali mezzi siano state effettivamente cercate o rese.

L’altro aspetto che rende mezza la decisione del giudice sportivo è: chi è il reo in questo caso? Se Acerbi è stato assolto per l’assenza di prove a suo carico, Juan Jesus, in tutto o in parte, in buona o cattiva fede, ha mentito, ledendo in tal caso la reputazione del collega interista, la qual cosa non appare di poco conto. E’ J J per caso il “reo” allora?

La verità la conoscono solo i protagonisti (forse) ed uno di loro ha in questo caso recitato una parte, decidendo di anteporre “l’attore” all’uomo. In posa da star, è la foto pubblicata sui social dalla Signora Acerbi per festeggiare, giustamente, la sentenza di assoluzione del marito.

La foto la ritrae, ammiccante e provocatoria con un calice di vino in mano. Il vino è manco a farlo a posta rigorosamente bianco, evidentemente quello nero proprio non le va giù, bizzarro sarebbe chiedere se l’abbia mai assaggiato!

Share:

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on pinterest
Pinterest
Ultime news

Articoli correlati

Italiane stellari in Europa League

Voi suonerete le vostre trombe noi suoneremo le nostre campane. Questo il motto di piercapponi che riecheggia nella testa degli italiani. Quarti di finale ad

Le voci di dentro

I sogni son desideri Il partitone del turno di andata di Champions dell’altra sera tra il Real Madrid ed il City, ha solleticato desideri immaginifici

Controluce

“Abbiamo dimostrato di non meritare la classifica che abbiamo. Avanti così per le prossime sette sfide verso l’Europa!”. Così recita il tweet postato dalla SSCN