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I campi flegrei e il rischio per i Beni Culturali e la popolazione

Durante il corso di formazione sulla salvaguardia dei Beni Culturali, presso il museo storico archeologico di Nola, si è discusso sulla situazione dei campi flegrei. Nella zona di Pozzuoli, ormai, sono sempre più frequenti i terremoti, i quali causano danni a Beni Culturali, a case, palazzi e altri edifici presenti in quell’aria e, oltre ciò, mettono in serio pericolo l’incolumità degli abitanti di quell’area. Abbiamo allora provato a chiedere sia al referente regionale dell’A.N.VV.F.C., Giancarlo D’Ambrosio, che al referente nazionale, Italo Ferrante, presenti all’evento se avessero dei consigli da dare alla popolazione sui comportamenti da tenere in caso di altri sismi o di un evento molto più serio che potrebbe portare all’evacuazione del luogo.

“Convincere una persona ad evacuare, ad andare via dalla propria casa, è sempre difficile. Le persone lasciano la propria vita e non sanno se potranno tornare. Noi possiamo aiutarle a non perdere la speranza, perché purtroppo i campi flegrei sono imprevedibili. In quelle zone già sono state fatte delle esercitazioni per evacuare la popolazione, ma la gente ha paura di rimanere sola, di non avere aiuti, ma non è così. Il primo aiuto viene da noi volontari, che in alcuni casi ci siamo ritrovati a fare da psicologi per alleviare il dolore di queste persone” – queste le parole di Italo Ferrante, referente nazionale dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo.

Queste, invece, quelle del referente regionale Giancarlo D’Ambrosio: “La prima cosa che deve fare un cittadino è avere consapevolezza del luogo in cui si trova. I campi flegrei hanno due tipologie di problematiche: il bradisismo e il rischio vulcanico. Il rischio vulcanico si può prevedere, circa 72 ore prima che avvenga, grazie ai segnali che ci arrivano e con l’aiuto della scienza; mentre il primo – che è legato ad un evento sismico – è molto più imprevedibile. Noi sappiamo che la magnitudo massima non ha mai superato il 5, questo ci permette di suppore che “teoricamente” non dovrebbe superare quella magnitudo ma tutto può succedere. Quindi il cittadino deve avere la consapevolezza di vivere in un luogo dove potrebbe capitare l’imponderabile e, lì dove possibile, tramite mezzi propri o con gli aiuti statali provare a mettere al sicuro la propria abitazione. Sperando sempre che non accada l’imprevedibile”.

Sulla salvaguardia dei Beni Culturali è intervenuta la responsabile nazionale formazione A.N.VV.F.C. restauratrice di opere d’arte, Valentina Muzii: “Fin dal 2009 ho cercato di sensibilizzare la gente a questa tematica dei Beni Culturali in emergenza e nel 2020 abbiamo iniziato a svolgere questo corso di formazione in Abruzzo – teorico pratico – per appunto insegnare ai volontari della Protezione Civile come lavorare al contatto con i beni culturali sia in caso di emergenze naturali, quindi calamità naturali come sismi o alluvioni, sia in caso di disastri antropici, come incendi, esplosioni o atti terroristici”.

Poi la responsabile ha spiegato qual è il ruolo di un restauratore: “Un restauratore professionista si occupa di piccole sistemazioni, piccoli accorgimenti, per favorire l’imballaggio e il trasporto delle opere, in particolare quelle che hanno subito danni che, quindi, devono essere portate “in salvo””.

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