Saviano si risveglia a un mese dall’evento più atteso dell’anno con una doccia fredda: il Carnevale, così come lo conosciamo, è a rischio paralisi. La tanto decantata “Versione 2.0” – una formula ridotta e senza i maestosi Carri – appare oggi come l’estremo tentativo della Commissaria Prefettizia di salvare la faccia a un Carnevale che sembra ormai aver smarrito la bussola. Se da un lato, infatti, la Commissaria ha dimostrato tutta la volontà politica di non spegnere i motori della festa, dall’altro emerge un quadro di confusione burocratica e immobilismo che ha portato le tredici Associazioni Carro a una scelta drastica: il ritiro.
Lo stallo dei Comitati: “Irresponsabile procedere così”
Con un comunicato congiunto, i Comitati Carro hanno denunciato un punto morto insostenibile. Nonostante i mesi di confronto, manca un quadro autorizzativo chiaro e, soprattutto, mancano risposte concrete sulla sicurezza del circuito. Procedere oggi significherebbe affidarsi all’improvvisazione, mettendo a rischio l’incolumità pubblica e la dignità stessa di una tradizione secolare. I Comitati parlano chiaro: il patrimonio culturale di Saviano non può essere “mortificato da indecisioni e assenza di atti concreti”.
Il paradosso savianese
Il punto critico è evidente: la volontà della gestione commissariale si è infranta contro un muro di inefficienza. Mentre sui social monta la rabbia dei cittadini – per i quali il Carnevale non è solo una festa, ma mesi di sacrifici e notti insonni – ci si chiede come sia stato possibile ridursi a ridosso di febbraio senza un piano strutturato. È colpa di uno staff comunale dalle dubbie volontà, incapace di tradurre gli indirizzi della Commissaria in atti amministrativi validi? O dobbiamo guardare alla poca capacità dei Comitati, o meglio, di chi ha preteso di rappresentarli e di organizzare il programma 2026 pur non avendo, forse, la necessaria esperienza in materia?
Un errore di strategia?
La domanda che ora circola tra i capannoni e le piazze è una sola: era davvero necessario arrivare alla paralisi di un bando pubblico o si poteva percorrere una strada più lineare? Forse, lasciare che la vecchia Fondazione – ancora formalmente attiva e dotata di un bagaglio di competenze tecniche e storiche indiscutibili – desse manforte, avrebbe evitato questo disastro organizzativo?
Invece di valorizzare il “saper fare” già esistente, si è preferito avventurarsi in un percorso tortuoso che oggi lascia Saviano senza i suoi giganti di cartapesta.
Giovani Teglia per il Carnevale 2026?
Percorso tortuoso che ora l’Associazione Giovani Teglia si ritrova a dover intraprendere. Difatti nella confusione generale di queste settimane, il Gruppo mascherato avrebbero “vinto” il “bando” indetto dalla Commissaria prefettizia, aggiudicandosi la possibilità di organizzare un Carnevale 2.0 senza i famosi Carri allegorici, ma procedendo con una giornata dedicata ai bambini e alle famiglie, forse con un piccolo carro che rievochi l’assenza dei giganti di cartapesta che, a quanto pare, rimarranno fermi nei rispettivi capannoni.
Resta comunque l’amarezza di un’edizione che rischia di essere ricordata non per l’allegria, ma per la vacuità di una gestione che ha tradito le aspettative della comunità.



