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Allegri e la sfortuna di non essere amati

L’olimpo calcistico del mondo Napoli è stato rivoltato come un calzino che ha nel suo destino un buco enorme che segnerà la sorte dei suoi incolpevoli alluci. L’ardita e “feticcia” metafora per dire che non ci sarà futuro degno di speranza nella scelta di Aurelio che ha portato alla corte della sua SSCN l’anticalcio fatta persona. Il mio amico Franchetiello nella mattinata dopo l’annuncio fatale ha disdetto DAZN e spera che perdendo le prime partite – non ho capito quante – il nostro non mangi nemmeno il torrone del due di novembre. Enzo B, altro caro amico tifoso irriducibile – di quelli che vedono le partite con la maglietta addosso – ha giurato: “vedrò altre partite, mai più quella del Napoli”. Io me la ridevo, ascoltavo e me la ridevo. Quando il giornalista famoso per i suoi editoriali ha minacciato di farsi arrestare per “stalkeraggio”, tanta sarà la pressione che metterà a Max, io ho riso di gusto. Quando i totem della parola hanno sentenziato che il calcio del livornese è preistorico, quando il bravo giornalista Rai dice che il sei volte campione d’Italia non si è evoluto e questo sport, rispetto a quando lui vinceva gli scudetti è completamente cambiato – sono passati BEN SETTE ANNI – io non posso che riderci sopra. Una risata che non vuole offendere nessuno, sia ben chiaro, che tiene anche conto degli storici difetti di Allegri. Verissimo che il suo Milan è stata delle prime sei squadre, l’unica che ha giocato peggio del Napoli ed è vero che in passato il mister non sia stato un campione di amabilità; ma essere simpatico e vincere trofei non vanno mai a braccetto. Nonostante tutto, provate adesso a pensare alle facce di coloro che hanno così duramente sentenziato qualora ( Malauguratamente?? Noo!) il Napoli dovesse fare un’annata importante! Non sarebbe divertente? Allegri non è amato da queste parti ma questa non è la sua vera sfortuna; la vera sfortuna sarebbe non saper amare Napoli e i suoi eccessi: quelli nel male che starà registrando oggi e quelli nel bene che potrebbe assaporare domani.

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