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Benvenuto Mad Max

Finalmente l’ora è scoccata, Mad Max Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli per il prossimo triennio.
Sebbene il nome di Mad Max rievochi una famosissima Saga cinematografica, forse non tutti sanno che la traduzione letterale di Mad Max significa testualmente “Pazzo Max” .

Ovviamente non ci riferiamo alla sanità mentale del nuovo allenatore del Napoli, sulla quale nessuno ha alcun dubbio, ma alla sfida, condita da un pizzico di follia, accettata dall’allenatore, combinata alla scelta altrettanto folle, del visionario presidente Aurelio De Laurentiis, che a ben rifletterci alle visioni ha abbinato un grandissimo senso di pragmatismo. Il nuovo tecnico Infatti rappresenta la prosecuzione diretta del percorso cominciato con Antonio Conte, a cui però si somma il valore aggiunto del tecnico livornese a livello europeo, il cui palmarès riferisce di una maggiore vocazione in ambito europeo, rispetto all’allenatore Leccese, che va a placare i desideri del presidente del Napoli, che non ha mai nascosto la sua volontà di un percorso lungo e soprattutto vincente anche in Europa.
Probabilmente, se possiamo dire la nostra, la storia di Antonio Conte è terminata a Napoli proprio dopo la brusca uscita dalla Champions, che ha portato una squadra ambiziosa, come quella creata da ADL, alle ultimissime posizioni in classifica, scalzata da realtà ben al di sotto quelle delle potenzialità partenopea.
Ecco se proprio c’è qualcosa da rimproverare al tecnico Salentino, poco ad onor del vero, considerato i risultati ottenuti, è proprio la arrendevolezza con la quale la squadra Azzurra ha affrontato la massima competizione Europea, rimedando bruttissime e dolorosissime sconfitte, vedi quella contro il PSV Eindhoven e il pareggio, nonostante la superiorità numerica, contro il Copenaghen, che hanno scalfito soprattutto l’ immagine della squadra Azzurra, che il presidente nel tempo, ha cercato di costruire e valorizzare, portandola a raggiungere traguardi immaginabili.
Nell’arco del ventennio della Presidenza Aureliana, si sono avvicendati ben 13 allenatori sulla panchina del Napoli, a partire da Giampiero Ventura durato 129 giorni che ebbe il merito di prendere in mano le sorti azzurre dopo la cocente retrocessione in Serie C. Purtroppo il tecnico venne esonerato alla diciannovesima giornata dopo 7 vittorie 6 pareggi e 6 sconfitte. A succedergli Eddy Reia, grazie al quale il Napoli ritornò nella massima serie e che collezionò ben 185 panchine. Successivamente toccò a Roberto Donadoni, esonerato però dopo appena 19 panchine frutto di 5 vittorie 6 pareggi e 8 sconfitte. Di seguito toccò a Walter Mazzarri, che ebbe il merito di riportare il primo successo dell’era De laurentiana in bacheca, il Napoli infatti vince con l’allenatore toscano La Coppa Italia nell’anno 2011-2012 e soprattutto ritorna, ottenendo grandi successi sul palcoscenico più importante, la Champions Leaguem nella quale si toglierà molte soddisfazioni. Dopo 182 panchine toccherà a Rafa Benitez accomodarsi sulla panchina Azzurra, l’allenatore spagnolo conquistò con il Napoli sia la Coppa Italia, la seconda dell’era De Laurentiis nella stagione 2013 e 2014 e la Supercoppa italiana. Nell’anno 2014/2015 tocca a Maurizio Sarri, prendere le redini della squadra, il tecnico di Figline valdarno e probabilmente l’uomo che ha lasciato il segno più importante sulla panchina Azzurra, nel nome del sarrismo termine che fu coniato grazie alle imprese del comandante, Che nonostante giocasse il calcio più bello, così come universalmente riconosciuto, non riuscì però ad ottenere i successi che meritava. 148 le panchine per Sarri, che lasciò il posto a Carlo Ancelotti. il tecnico pluripremiato e più vincente in assoluto tra gli italiani, ebbe però un rapporto tormentato soprattutto con la squadra e dopo 73 panchine fu esonerato, al suo posto subentrò Gennaro Gattuso che resistette 81 panchine, vincendo la Coppa Italia 2019/2020. Dopo ringhio il testimone passa a Luciano Spalletti che verrà ricordato negli annali per la conquista del terzo scudetto partenopeo conquistato nella stagione 2022 2023 dopo una cavalcata trionfante e con il quale il Napoli raggiunse per la prima volta nella sua storia i quarti di Champions League. Dopo Lucianone, venne il tempo di Rudi Garcia, che resistette sulla panchina appena 136 giorni di veleni e incomprensioni, lasciando, il posto al ritorno di Mazzarri chiamato al capezzale del Napoli senza però ottenere i riultati sperati, al punto da essere sostituito negli ultimi tre mesi da Francesco Calzona.
A questo punto il futuro del Napoli Si chiama Antonio Conte e la storia è nota. Uno scudetto vinto nel primo anno e una Supercoppa con un secondo posto del secondo anno. Il tecnico Leccese paga però una Champions insoddisfacente e si arriva ai giorni nostri con Massimo Allegri. Scelte quindi sempre Tese ad alzare maggiormente l’asticella per raggiungere risultati ancor più prestigiosi. Al presidente del Napoli quindi nulla da rimproverare mentre al nuovo mister non possiamo Che augurare le migliori Fortune.

Benvenuto Mad Max

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