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Derby d’Italia, molto rumore per un parreggino brutto.

Sostengono alcuni, che non si ricorda un derby d’Italia così grigio, così sterile, così noioso.

Quando Davide blocca Golia, ha diritto a piccoli sconti sul bel gioco, soprattutto se il mentore è il feticista dell corto muso. Praticamente un armistizio…

Lo hanno sancito due bei gol. L’1-0 di Vlahovic, di destro, su assist di Chiesa. L’1-1 di Lautaro, in anticipo secco su Gatti, da una volatona di Thuram che ha bruciato Bremer.

Chi di contropiede ferisce di contropiede perisce.

Pochi tiri, rare occasioni. Una di Chiesa, ciccata all’inzio. Szczesny e Sommer non pervenuti. Si è rivisto un buon Vlahovic: nel tiro, nelle sponde. Un’ora di Nicolussi Caviglia, mai impegnato quest’anno, un pulcino bagnato, là dove di solito osano le aquile.

L’Inter si è spesa, sì, ma senza esagerare, allo Stadium, la Signora fa ancora paura. L’intento di Inzaghi era quello di adescare le sentinelle di Allegri. Ci è riuscito sulla rete del pari, lì e stop. Centrocampo non pervenuto.

La Juventus all’inizio, brillante, pressing e grinta per mezz’ora. Alla lunga, tutti sulla riva del fiume, a presidiare la maginot. Non ha le coppe, ma non sempre lo dimostra.

Chi avrebbe dovuto osare di più…Simone o Max…?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Mal66

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