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Delirio da stadio

In principio fu Acerra, appena qualche anno dopo aver rilevato il Napoli dal fallimento, poi nel tempo si sono avvicendate altre locations, Barra, Miano, Melito, Caserta, Afragola (più o meno nell’ordine);

finora nessuna candidatura per Bagnoli, che quasi si sentiva discriminata per la mancata nomination che però stavolta è arrivata. Durante i 20 anni della gestione De Laurentiis, il Comune, con i vari Sindaci che si sono alternati e la SSC Napoli, non sono mai riusciti a trovare una quadra né per la cessione, né per la concessione dello Stadio di Fuorigrotta, divenuto nel tempo più occasione di scontro che di confronto tra le parti. Pure l’ipotesi ristrutturazione per permettere al Maradona di ospitare Euro 2032 sembra definitivamente naufragata.

Trattare con gli Enti Pubblici, sempre più lenti che Enti, si sa è assai complesso, specie per determinate questioni, resta però un dato di fatto oggettivo: tutte le volte che il Presidente della SSC Napoli ha detto “lo stadio me lo faccio io con i soldi miei e lo vado a costruire là” lo stadio puntualmente non si è fatto!

La costruzione annunciata dell’impianto sportivo a Bagnoli, peraltro entro luglio 2027, appare un’ipotesi tra l’inverosimile e l’irrealizzabile. I tempi di bonifica, la zona altamente sismica, la riqualificazione urbana, l’ultratrentennale immobilismo della politica, i tempi tecnici di progettazione e realizzazione, porterebbero a ritenere l’affermazione di fare lo Stadio Bagnoli una boutade (l’ennesima) più che una notizia.

Stando a chi è pratico, se il nominato Architetto Zavanella, lo stesso dell’Allianz Stadium della Juventus, avesse già oggi l’incarico in tasca, cosa di cui non vi è contezza, ci vorrebbero almeno 4 anni per la realizzazione del nuovo stadio (salvo varianti, pareri, verifiche ecc).

Il Presidente De Laurentiis sa che l’inefficienza della politica gli mette in mano il coltello dalla parte del manico e prova a imporre il suo gioco avvisando il Comune (avvertimento che al momento non ha nulla di concreto) che farà lo stadio a Bagnoli.

Ciò che lascia perplessi in questa vicenda non è tanto Bagnoli o altrove, quanto il fatto che se un protagonista della scena pubblica dice più o meno quello che gli passa in quel momento per la testa, gli organi di comunicazione apaticamente amplificano tout court quelle parole equiparandole a notizie.

Chi in questi anni ha davvero contribuito a tenere pro positivamente viva l’attenzione su Bagnoli è stato Edoardo Bennato con la sua arte, la sua musica. Lui a Bagnoli ci è nato, figlio peraltro di un ex operaio di quella che una volta si chiamava Italsider. L’argomento Bagnoli lo ha toccato in diversi brani da “Lieve ‘e mano alloca! (Nun tuccà Coroglio)”, brano pubblicato nel 1992 contenuto nell’Album “E’ asciuto pazzo ‘o padrone”, ristampato nel 2004 con lo pseudonimo di Joe Sarnataro, a “Si Scrive Bagnoli”, contenuta nell’Album “L’uomo occidentale” uscito nel 2003 in cui Bennato dice: “Coroglio è un inferno di fumo e carbone, e Mangiafuoco ci ha il quartier generale. Fa il diavolo a quattro, minaccia la gente. Si vende la spiaggia al miglior offerente”. Ancor prima, nel 1989 contenuta nell’Album “Abbi Dubbi” aveva inciso “Vendo Bagnoli” brano di cui ci piace riportare l’emblematico testo
Vendo Bagnoli (Eduardo Bennato – Mauro Spina)
Tu – tu – tutto bene io
E tu tutto bene?
Giù il fumo, le acciaierie
Su le decisioni
That’s right! That’s right!
Tu – tu – tutto bene ad Est
Ad Est tutto bene
Ad Ovest che cosa c’è?
Ad Ovest chissà
That’s right! That’s right!
E a Sud va a gonfie vele perché
È oro tutto quello che c’è
Ma che – che – che occasione! Ma che affare!
Vendo Bagnoli, chi la vuol comprare?
Colline verdi, mare blu
Avanti, chi offre di più?
Ma che – che – che occasione! Ma che affare!
Vendo Bagnoli con le ciminiere
Però sbrigatevi perché
È un’asta, conto fino a tre
Tu – tu – tutto bene io
Offerta speciale
Tu – tu – tutti saldi di
Fine stagione
That’s right! That’s right!
E a Sud va a gonfie vele perché
È oro tutto quello che c’è
Ma che – che – che occasione! Ma che affare!
Vendo Bagnoli, chi la vuol comprare?
Colline verdi, mare blu
Avanti, chi offre di più?
Ma che – che – che occasione! Ma che affare!
Vendo Bagnoli con le ciminiere
Però sbrigatevi perché
È un’asta, conto fino a tre

Gli artisti hanno il potere di consolidare la speranza e la musica ha la forza di andare oltre mille sterili proclami destinati ad accartocciarsi su loro stessi. Per il suo linguaggio chiaro, diretto e perciò accessibile, la musica si procura credito sapendo smuovere la capacità di riflettere più ancora che di intrattenere. Lo stadio a Bagnoli è l’ennesima burla ed anche (un pochino ammettiamolo) una presa per i fondelli?

Non so voi, ma per dirla come Edoardo in “Si scrive Bagnoli” “credo solo nei miracoli del rock ‘n’ roll”.

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