Lo definiscono vizio di forma quello che ha causato l’annullamento della nomina di presidente alla FIGC di Giovanni Malagò ma sfido chiunque a definire l’investitura dello stesso a commissario del calcio in Italia. Invito anche i più fantasiosi a dare una spiegazione del perchè l’arte dell’aria fritta, più consona ad un mercatino “bassorionale”, debba ancora una volta riconoscersi nel classico e deleterio “modus operandi” italico anche alle più alte sfere. La Federcalcio è stata commissariata perchè il presidente Malagò quando è stato eletto, non era un suo tesserato: vizio di forma, roba grossa. I quadri politici impersonati dal ministro dello sport Abodi e “l’ex vice e neopresidente del Coni Buonfiglio non vedevano l’ora di disfarsi dell’amico fraterno e sponsor (pro Coni) Giovannino “Ercolino sempre in piedi”: la sconfitta rovinosa della Nazionale contro il Belgio, dicono le malelingue, ha fatto fregare le mani ai due. Figura troppo ingombrante quella del penultimo capo dello sport. Ma il calcio non è matematica e la palla è rotonda, meravigliosamente rotonda : anche una squadra allo sbando può ritrovare la bussola, figurarsi una nazionale di Roberto Mancini, l’uomo dell’ultimo grande miracolo del calcio azzurro. Al football italiano si è riaccesa la fiammella e questo, anche grazie alla scelta del CT da parte di Malagò, diventata inopinatamente illuminante. Sbarazzarsi dell’ autore di quella idea era oramai fuori discussione e come d’incanto l’amore e il rispetto reciproco sono riaffiorati tra tutti i protagonisti della storia. Il finale profuma di tarallucci e vino; Malagò ex presidente, attuale commissario e dal 14 dicembre, quando ci saranno le elezioni, nuovo presidente FIGC.



