Sono disastrosi i bilanci, che continuano ad aggiornarsi, dei feriti durante le manifestazioni francesi.
Mani amputate, occhi persi, denti spaccati e profonde ferite al viso. Avvocati e associazioni per i diritti umani denunciano ferite paragonabili a quelle causate dalle armi da guerra. Il Ministero dell’Interno ha avviato 36 indagini interne su presunti episodi di violenza della polizia.
Le mobilitazioni in Francia vanno avanti ormai da 4 settimane. Gli studenti chiedono strutture adeguate dove fare lezione, stop alle classi pollaio e più danaro investito nell’istruzione. Nonché denunciano l’elevato costo della vita.
Tra i vari ragazzi feriti, il caso più grave – secondo quanto riporta il Guardian – è quello di Evan, 15 anni, studente di falegnameria in un istituto professionale. Il 5 ottobre, durante una protesta davanti a una scuola, l’esplosione di una granata stordente della polizia gli ha amputato la mano sinistra e diverse dita della destra, provocandogli anche altre ferite. Il legale sostiene che il ragazzo fosse andato a scuola e non avesse partecipato alle violenze.
Eden ha 14 anni e si trovava nei pressi di una protesta scolastica quando sarebbe stato raggiunto da un colpo sparato con un lanciagranate a circa un metro e mezzo di distanza. Ha riportato due fratture alla mandibola, ha perso i denti inferiori e quelli superiori sono stati spezzati.
Un altro poliziotto è stato incriminato per violenza aggravata dopo che Maël, studente di 16 anni, ha perso l’uso di un occhio in seguito a un colpo sparato con un proiettile di gomma.
Non è sicuramente la prima volta che in Francia l’uso di questo tipo di armi finisce sotto accusa. Nel 2018, durante le manifestazioni dei gilet gialli, diversi manifestanti denunciarono la perdita di occhi e gravi mutilazioni causate dalle armi utilizzate dalla polizia.
Questa volta al centro ci sono studenti minorenni. Secondo i dati del ministero della Giustizia riportati dal Guardian, dall’inizio delle proteste sono stati arrestati 6.773 ragazzi sotto i 18 anni. Per oltre mille non è stata formulata alcuna accusa.
Nathalie Tehio, presidente della Lega francese per i diritti umani, parla di un “numero record di arresti” e sostiene che spesso i fascicoli siano privi di elementi sufficienti.
-Fonti: Guardian; Espresso.


