in una gara dove per stessa ammissione del tecnico partenopeo bisognava dare il tutto per tutto per portare a casa il risultato pieno, in una partita definita spartiacque si è assistita All’ennesima gara a corrente alternata degli Azzurri, che hanno chiuso con un deludente pareggio che vede la squadra Azzurra allontanarsi sempre più dalle posizioni di vette,relegandola invece in una anonima posizione mediana
● primo tempo di speranze per il Napoli
- Il Napoli di Allegri: Scende in campo con una formazione molto conservativa. Noah Lang occupa la corsia sinistra supportato da Mathias Olivera, mentre a destra Politano vince il ballottaggio con l’invocato Favasuli. A centrocampo il tecnico preferisce l’esperienza del trentacinquenne De Bruyne al giovane talento locale Vergara.
- La Fiorentina di Vanoli: Al debutto sulla panchina viola dopo l’esonero di Grosso, la squadra si presenta rigenerata e reduce da due vittorie consecutive.
- Il Canovaccio: Il Napoli si affida al classico inizio fatto di fraseggi lenti e costruzione dal basso, che si rivelano però sterili e privi di concretezza.
- 19′ – Doppio palo della Fiorentina: La gara si accende improvvisamente. Marin compie un miracolo deviando una conclusione sulla traversa; sulla prosecuzione dell’azione, un bolide di Fagioli si stampa sul palo alla destra di Milinković-Savić.
- 23′ – Gol del Napoli (0-1): Lo spavento sveglia i partenopei. Dopo un colpo di testa di Olivera finito sul palo, il Napoli passa in vantaggio grazie a uno schema su calcio d’angolo preparato dal vice Landucci: scucchiaiata perfetta e piatto vincente di Gilmour che trafigge De Gea.
⏱️ Il Secondo Tempo e la Rimonta Viola
- 51′ – Pareggio della Fiorentina (1-1): Il Napoli rientra in campo remissivo, abbassando pericolosamente il baricentro. La Fiorentina ne approfitta: un fendente dalla distanza di Alex Jiménez viene deviato in modo sfortunato da Rafa Marín, spiazzando l’incolpevole Milinković-Savić.
- 59′ – La girandola dei cambi: Allegri sostituisce uno spento Højlund (soli 12 palloni toccati, arginato da Dragusin) per Lorenzo Lucca. Contemporaneamente David Neres rileva Noah Lang.
- Il forcing finale: L’ingresso del calabrese Favasuli (per Politano) accende la reazione del Napoli. Neres e lo stesso Favasuli impegnano severamente De Gea, autore di due autentici miracoli che blindano il pareggio.
- 85′ – La mossa contestata: Allegri effettua solo quattro cambi totali, inserendo nel finale Anguissa. Il camerunese impatta malissimo (4 palloni persi su 4) e accusa il riacutizzarsi dell’infortunio muscolare che lo aveva tenuto fermo per 20 giorni.
📉 Il Post-Partita e la Crisi
Il match si chiude tra i fischi e le polemiche dei tifosi partenopei. Il Napoli si ritrova in un grigio centro classifica con soli 7 punti in 5 giornate, facendo peggio degli 8 punti totalizzati da Rudi Garcia nella passata e fallimentare gestione. Sotto accusa sia il gioco “vecchio” di Allegri, sia la sua gestione della comunicazione nelle interviste post-gara.
Sintesi della gara
- I Gol: Il vantaggio del Napoli firmato da Gilmour al 23° (assist su schema da fermo di Landucci) e il pareggio della Fiorentina al 51° dovuto a un tiro dalla distanza di Alex Jimenez, sfortunatamente deviato da Rafa Marín.
- Le scelte di Allegri sotto accusa: La gestione dei cambi (solo 4 sostituzioni su 5, di cui l’ultima al minuto 85 inserendo un Anguissa visibilmente fuori forma e infortunato) e l’impiego per 95 minuti di un trentacinquenne De Bruyne, preferito al giovane talento Vergara (fresco di convocazione in Nazionale).
- La Crisi del Napoli: Un avvio deludente con soli 7 punti in 5 giornate, una media inferiore persino alla fallimentare gestione di Rudi Garcia (che nello stesso lasso di tempo ne aveva totalizzati 8). Il gioco espresso è giudicato sterile, remissivo nel secondo tempo e ancorato a vecchi canovacci tattici.



