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Bomba al nitrogliceConte

“Conte che resta fuori Napoli è una minaccia tellurica” tuonano da SportItalia mentre l’editorialista del Corriere dello sport, Pasquale Salvione, comunica che “il quadro che sembra arrivare da Castelvolturno è complicato”.

La voce “cartastampata” più autorevole a Napoli, cioè Il Mattino, rivela che il mister salentino è sotto accusa (ma nooo) e sentenzia che lo spogliatoio è stanco da mesi (dovrebbe essere da dopo maggio , cioè subito dopo che ci si è laureati campioni d’Italia). Per gli “amici” di Sky, l’allenatore azzurro è tornato a casa sua (Torino) per smaltire la rabbia e i brutti pensieri mentre Antonio Giordano, da Cava dei Tirreni, fresca prima firma della Gazzetta dello Sport (ahhh…ecco) sentenzia che il mister delude sempre nei momenti difficili. Il più preoccupato, ma non è una sorpresa, è il “direttore” Enrico Fedele che ammonisce, ” le parole di Conte possono avere effetti devastanti” e infine, il più profetico, Sandro Sabatini, ci rivela che il signor “quarto scudetto” prima o poi lascerà Napoli (no comment). Mi sono tenuto leggero leggero come Lello Arena sulla bici di Massimo Troisi perché la pletora di analisi sagaci non si limitano alle leggere intuizioni degli addetti ai lavori, super pagati o sottostimati, per dare opinioni originali. Il sabotatore dei muscoli dei propri calciatori è la favola più trend partita dai salotti buoni dei “super partes” di Tele Lombardia che a Napoli viene sublimata; adesso ce la racconteranno pure i bambini di terza elementare prima della poesia al saggio natalizio. Tutte le dichiarazioni di “coach Napoli” sono un manifesto ai piagnistei, gli stessi piagnistei che a Torino avrebbero sottoscritto su carta bianca; quella che si usa per i contratti eh (ci si può confondere). L’uomo che vaneggia su una presunta e tendenziosa volontà di sparigliare un ambiente che dovrebbe essere “compatto, che più compatto non si può” è proprio colui che ha creato lo scudetto di Scott, Romelu, Giovanni, Cholo, Giacomino e scusate se non elenco tutti gli altri. Ma siamo sicuri che trattasi di vaneggiamento? Chi si meraviglia ancora per le dichiarazioni di Antonio Conte o non lo conosce oppure è in malafede. Se un presidente o un dirigente non le vuole sentire, non lo deve ingaggiare; non c’è prescrizione medica che costringe a farlo. Se lo ingaggi stai ai patti che lui stabilisce. Due anni fa Spalletti (sempre sia lodato) dopo aver vinto il tricolore è scappato via a gambe ed ambizioni levate, avrebbe dovuto farlo anche lui? Meditiamo gente, meditiamo almeno un poco.

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