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Mario Roggero: pena ridotta in appello

​Il caso giudiziario di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che nell’aprile 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo, ha vissuto un momento cruciale con la sentenza di secondo grado.
​La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha pronunciato il suo verdetto, confermando l’impianto accusatorio di omicidio volontario, ma disponendo una significativa riduzione della pena.

La nuova condanna: 14 anni e 9 mesi

​Dopo che la Corte d’Assise di Asti aveva condannato Roggero a 17 anni di reclusione nel dicembre 2023, la Corte d’Appello di Torino ha rivisto la pena, riducendola a 14 anni e 9 mesi di reclusione.
​Nonostante la riduzione di oltre due anni, i giudici d’appello hanno mantenuto ferma la qualificazione del reato come duplice omicidio volontario e tentato omicidio, rigettando nuovamente la tesi della difesa che sosteneva la piena legittima difesa o l’eccesso colposo.

Le motivazioni del mantenimento dell’accusa

​La condanna in entrambi i gradi di giudizio si basa sulla ricostruzione dei fatti avvenuti all’esterno della gioielleria di Grinzane Cavour.

  • Cessazione del pericolo: l’accusa sostiene che, nel momento in cui Roggero sparò, i rapinatori si trovavano già fuori dal negozio e stavano fuggendo. In questo scenario, hanno ritenuto cessato il pericolo immediato per la vita del gioielliere e della sua famiglia (sebbene aggredita e minacciata pochi istanti prima).
  • ​Inseguimento e reazione eccessiva: l’atto di inseguire i malviventi e sparare all’esterno, mentre questi erano in fuga, è stato interpretato come una reazione che travalica i limiti della necessità difensiva, configurando l’omicidio volontario, sebbene attenuato dalle circostanze in cui ha agito Roggero.

Mario ha ottenuto la riduzione della pena in Appello probabilmente grazie a una diversa valutazione delle circostanze attenuanti generiche, che tengono conto della situazione di stress, paura e trauma preesistente (Roggero aveva subito una rapina violenta anche nel 2015).

​Il prossimo passo: la Cassazione

​Nonostante una riduzione della pena, la difesa di Mario Roggero, che ha sempre puntato all’assoluzione, ha annunciato immediatamente ricorso in Corte di Cassazione.
​L’avvocato del gioielliere ribadisce che il suo assistito ha agito in uno stato di forte stress emotivo e nella convinzione, seppur putativa, di doversi ancora difendere, specialmente dopo aver visto la moglie minacciata e la figlia legata.

Il caso di Mario Roggero, in continuo aggiornamento, resta un termometro della tensione sociale e legale in Italia sul diritto all’autotutela e i confini sottili della legittima difesa.

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