Il Napoli si presenta al Penzo con un abito completamente nuovo. Massimiliano Allegri rivoluziona la squadra affidandosi a un ampio turnover rispetto alla formazione reduce dall’ultimo disastro in Champions League contro il Villarreal. Il mister lascia inizialmente fuori Rafa Marín, Politano, Noa Lang, De Bruyne e Højlund. Spazio quindi, per la prima volta in questo campionato dal primo minuto, a Lorenzo Lucca supportato da Giovane. A centrocampo agiscono McTominay, Spinazzola, Lobotka e Gilmour, con Di Lorenzo largo a destra come quinto. In difesa si rivede finalmente Sam Beukema, in campo dopo il lungo stop che lo ha tenuto ai box per l’intera prima parte di stagione, a completare il reparto con Badiashile e Rrahmani.
La partita scorre su ritmi da calma piatta fino al 25′, quando Giovane ci prova dalla distanza con una conclusione che si spegne alta sopra la traversa. C’è poco o nulla da segnalare per la squadra azzurra, che riesce a far infuriare persino Allegri per la svogliatezza con cui sta affrontando la gara. Dalla panchina, l’allenatore toscano incita a più riprese i suoi a girare palla più velocemente e soprattutto a verticalizzare, ma il Napoli si perde nel solito sterile fraseggio, muovendo sistematicamente il pallone all’indietro.
Al 29′ arriva la conferma che le cose migliori gli azzurri riescono a mostrarle solo da calcio piazzato: sugli sviluppi di un angolo, la palla arriva a Rrahmani che batte a rete a colpo sicuro, trovando però il salvataggio sulla linea da parte di un difensore avversario. All’intervallo la parola che fotografa meglio il match è una sola: noia. Zero interventi da parte dei due portieri e l’unico sussulto è quello del commentatore televisivo che, inspiegabilmente, esalta uno 0-0 soporifero come se si trattasse di un pirotecnico 5-5.
Si riparte senza cambi, con il Napoli sollecitato dal proprio tecnico a giocare con maggiore rapidità. Al 47′ si registra la prima vera azione corale degli azzurri: splendida discesa di Beukema ben servito da Lucca, il difensore crossa al centro dell’area dove però Giovane arriva con un attimo di ritardo. Un minuto dopo, al 48′, si consuma l’ennesima frittata stagionale: Rrahmani commette un’ingenuità clamorosa perdendo un duello diretto con Adams, che non perdona e firma il gol dell’1-0. È profondo rosso per il Napoli, che vede materializzarsi l’incubo peggiore: essere sotto contro l’ultima della classe.
La sberla dovrebbe svegliare gli azzurri, che invece sembrano cadere in catalessi. A questo punto Allegri non può fare altro che correre ai ripari con le sostituzioni nella speranza di invertire l’inerzia della gara. Fuori gli impalpabili Lucca, Gilmour e Giovane; dentro Højlund, De Bruyne e Alisson Santos. Il Venezia tuttavia non si lascia impressionare e Yeboah, dopo aver saltato l’intera difesa azzurra, calcia di poco alto sopra la traversa.
Il Napoli reagisce e proprio sull’asse dei nuovi entrati costruisce l’occasione più pericolosa: De Bruyne vede Alisson Santos e lo serve in profondità, il brasiliano crossa teso in area dove Højlund si avventa a porta praticamente sguarnita. Il gol del pareggio sembra cosa fatta, ma l’ex Juan Jesus compie un autentico prodigio con un intervento disperato che salva la porta dei lagunari. Al 60′ il risultato resta inchiodato sull’1-0.
Al 64′ è ancora la combinazione Alisson Santos-Højlund a mettere in crisi la retroguardia veneta, ma il diagonale del centravanti danese esce alla sinistra del portiere. Il tempo di subire un contropiede del Venezia e, sulla successiva ripartenza, Højlund viene atterrato in area di rigore: per l’arbitro è penalty netto. Sul dischetto si presenta Kevin De Bruyne, ma il belga fallisce l’appuntamento con il gol calciando un rigore debole, facilmente ipnotizzato dal portiere avversario.
Il cronometro scorre e il Napoli si innervosisce sempre di più. Al 69′ il Venezia sciupa un contropiede micidiale anche grazie al ripiegamento difensivo di Alisson Santos, che pressa l’avversario e permette a Meret di parare agevolmente. Al 70′ i padroni di casa si coprono inserendo Mazzocchi, schierato dall’allenatore per difendere il prezioso vantaggio.
Il forcing finale del Napoli produce solo grandi rimpianti. All’83’ Lobotka calcia dal limite dell’area, ma il portiere si salva in angolo con un bel riflesso. All’85’ un altro cross di Alisson Santos trova il colpo di testa di Di Lorenzo, controllato senza affanni dall’estremo difensore. Al minuto 87 Alisson Santos si mette in proprio, ma il suo tiro di prima intenzione viene incredibilmente respinto sulla linea dal compagno di squadra McTominay. All’88’ il neo-entrato Politano calcia al volo di sinistro da ottima posizione, ma il portiere neutralizza. All’89’ è ancora Alisson Santos, l’unico a provarci con reale convinzione, a tentare l’ultima conclusione sventata miracolosamente in angolo.
È l’ultimo sussulto di un Napoli che capitola miseramente a Venezia. C’è davvero poco da commentare: in occasione della sua prima panchina in laguna, Davide Nicola si conferma un autentico specialista delle imprese. Non ha mai perso quando subentra a stagione in corso e anche oggi ha compiuto il suo dovere, portando a casa tre punti d’oro che muovono una classifica finora ferma a zero punti. Per contro, la sponda azzurra vive una crisi nera che suona come un de profundis per la squadra di Massimiliano Allegr



