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Il Bologna mette a tappeto il Napoli 2 a 0 e si piazza a un punto dalla vetta della classifica

C’è chi dice che al peggio non c’è mai fine, ma quanto visto in campo al Dall’Ara di Bologna rappresenta qualcosa di davvero inimmaginabile, anche per i più pessimisti. Quinta sconfitta in sei delle ultime uscite fuori dal fortino amico del Maradona e se nelle ultime tre partite il Napoli sembrava avere riconquistato l’assetto difensivo, oggi anche l’ultimo nota positiva si è schiantata contro un Bologna, neanche tanto straordinario, con il Napoli incapace di reagire anche dopo i due schiaffi subiti.

Davvero brutta la prestazione degli Azzurri, che non possono neanche appellarsi all’alibi della Champions, i bolognesi infatti sono reduci da una partita giocata due giorni dopo gli azzurri in Europa, che li ha visti in 10 uomini per lunga parte della gara e oggi, nonostante il tour de force, la squadra di Italiano correva al doppio di quella partenopea.

Azzurri come detto senza anima e senza alcuna voglia, giocate imprecise che per giocatori del livello di quelli che lo scorso campionato hanno vinto i tricolore, rappresenta qualche cosa di impensabile, consentendo a Dallinga e Lukumi, nelle sole due sole occasioni avute, di schiantare il Napoli, sbriciolatosi dopo un primo tempo di totale inerzia e con un secondo tempo praticamente neanche giocato.

Quello del Napoli sembra un film visto e rivisto con l’ennesima gara che fa registrare nessun tiro in porta, e chi volesse trovare qualche motivo di critica a Hojlund, oppure allo stesso Lucca sacrificato sull’altare a mo’ di agnello sacrificale, farebbe bene a guardare lo sviluppo della manovra, che ha visto il danese unico uomo avanzato, senza alcuna assistenza e letteralmente preda dei famelici mastini bolognesi, con i due giocatori di fascia Elmas e soprattutto Politano, che invece di giocare in verticale, continuano a scambiare palloni in orizzontale se non addirittura arretrando le linee di gioco.

Una partita che ha fatto venire davvero il mal di fegato ai pochi tifosi che ancora credevano o meglio speravano in una prestazione d’orgoglio e se non una vittoria perlomeno un segnale di ripresa che purtroppo non c’è stato. La squadra di Conte infatti si è infilata in un vero e proprio tunnel dal quale sembra non riuscire più ad uscire e mai come questa volta, anche il mister ha le sue colpe.

Non si capisce infatti il motivo per il quale a fronte di un giocatore di ruolo come Lang, peraltro utilizzato comunque pochissimo, si ostini a giocare sulla sinistra con un rimediato Elmas, che nonostante tutto male neanche ha fatto. l problemi maggiori invece rilevano sulla catena di destra, dove Politano e Di Lorenzo sembrano spenti e compassati, con il capitano che commette errori marchiani e non incide più neanche nella fase offensiva, mentre Politano, non gioca più in verticale, limitandosi a tocchi esclusivamente in orizzontale se non addirittura arretrati. Vedere questi due giocatori in campo, con uno fuori ruolo Elmas e l’altro fuori forma Politano, con di contro noa Lang e Neres freschi e riposati a fare le figurine in panchina, configura una perdita di chance oltre che qualcosa di incomprensibile.

Sono lontani i tempi nei quali il Napoli nelle difficoltà sapeva tirare fuori il meglio, mentre nelle ultime uscite si registra una carenza di gol figlia soprattutto di un non gioco e che ormai conta solo ed esclusivamente sui lanci lunghi di milinkovic-savic, risultando evidente che nella fase di costruzione il Napoli è davvero inesistente.

Mai sosta arriva nel momento peggiore o migliore, a secondo dei punti di vista, con la speranza che in questo periodo la squadra possa guardarsi negli occhi e insieme con il tecnico difendere quello scudetto cucito sulle maglie con tanta fatica lo scorso anno e quantomeno disputare in maniera dignitosa le partite che verranno.

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